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Sfregia la ex al volto, avrà uno sconto di pena

Francesca Marruco
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Ha rinunciato ad un patteggiamento a tre anni e due mesi e ha fatto richiesta di rito abbreviato. Per cui, uno sconto di pena lo otterrà comunque. Mohamed Hamdi, il 26enne tunisino arrestato lo scorso gennaio per aver sfregiato il volto della madre di sua figlia con un pezzo di vetro, tornerà il aula il 16 gennaio prossimo, quando il gip potrebbe già emettere la sentenza. Intanto ieri mattina, la vittima - che si trova ancora adesso ospite in una struttura protetta - si è costituita parte civile con l'avvocato Paola Pasinato. La diciannovenne era stata aggredita dal suo ex compagno una sera dello scorso gennaio mentre si trovava in casa con la piccola in braccio. Il suo ex compagno, che lei aveva lasciato poco prima, si era introdotto nell'abitazione e l'aveva aggredita con un pezzo di vetro. Mentre il padre della bimba si accaniva su di lei, la ragazza non riuscì a tenere la piccola di neanche un mese, stretta tra le sue braccia. Cadde e riportò un trauma cranico. Per questo episodio il 26enne deve rispondere di lesioni aggravate sia nei confronti della ex che della figlia. Non solo, l'uomo, per cui la Procura ha chiesto il giudizio immediato cautelare, è anche accusato di maltrattamenti. La terribile aggressione avvenuta il 26 gennaio scorso, che costò un numero altissimo di punti di sutura e interventi chirurgici alla ragazza, non era stato solo l'unico episodio violento a cui la 19enne era stata sottoposta dal padre della sua bambina. Secondo quanto riportato nel capo d'imputazione infatti, il 26enne - ancora detenuto in carcere - l'ha picchiata e minacciata anche mentre era incinta. Dopo la fine della loro relazione, per volere della giovane, lui le diceva che le avrebbe portato via la bambina. Dopo l'aggressione, quella notte, il 26enne scappò. Mentre era in fuga continuava a contattare la sua ex anche mentre lei era ricoverata in ospedale. Poi i carabinieri della compagnia di Perugia lo fermarono a Roma e da allora è detenuto in custodia cautelare. La vittima non si è ancora del tutto ripresa e anzi, porterà a vita i segni di quella aggressione brutale, nonostante in questi mesi si sia sottoposta a svariati interventi chirurgici per rimuovere quello sfregio al volto, che probabilmente non scomparirà mai del tutto. Quella sera la ragazza non si è potuta difendere perché aveva la bambina in braccio e prima di tutto, ha pensato a lei.