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I giovani tra cembali e tamburiattendono da Francescoparole che scaldano i cuori

La lunga attesa è diventata subito una festa: festa di fede, festa di gioia, festa di attesa operosa tra canti, risa, entusiasmo, voglia di sentirsi ed essere comunità che come Francesco ottocento anni fa attende da "messer papa" parole capaci di indirizzare le loro vite.

Claudio Bianconi
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Cembali, tamburi, chitarre sulle spalle, ombrellini, impermeabili usa e getta per ripararsi dalla pioggia insistente e dispettosa, che ha voluto quasi "testare" la loro capacita di resistenza. Così i giovani, pellegrini da tutte le diocesi dell'Umbria e da moltissime regioni italiane hanno iniziato ad affluire nella piazza antistante la basilica di santa Maria degli Angeli quando era ancora notte. Come tanti affluenti pronti ad incanalarsi nell'unico alveo, quello della Chiesa di Francesco, i giovani sono arrivati a frotte da più punti di accesso alla piazza. La lunga attesa è diventata subito una festa: festa di fede, festa di gioia, festa di attesa operosa tra canti, risa, entusiasmo, voglia di sentirsi ed essere comunità che come Francesco ottocento anni fa attende da "messer papa" parole capaci di indirizzare le loro vite.