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Giannangeli: "Artigianisommersi da tasse e controllima è facile accanirsicontro i più piccoli"

Claudio Bianconi
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“A chi punta sempre il dito sugli artigiani evasori fiscali potremmo rispondere che sempre più spesso le piccole imprese devono ricorrere al prestito bancario per pagare le tasse”. Roberto Giannangeli, direttore di Cna Umbria, snocciola dati inconfutabili rispetto ai livelli raggiunti dalle imposte sul reddito d'impresa. “L'Ires ha superato il 27%, l'Irpef arriva al 43%, l'Irap incide per il 3.9% - ma la base imponibile cambia -. Se non bastasse – aggiunge Giannangeli - aggiungiamoci le addizionali regionali e comunali, le accise sui costi dell'energia e del carburante e, ciliegina sulla torta, le batoste arrivate con l'introduzione della Tares e dell'Imu. Se sommiamo il tutto arriviamo a una tassazione sul reddito d'impresa che sfiora il 70%. Poi ci sono i paradossi rappresentati dalla non deducibilità di molti dei costi sostenuti dalle imprese: mi riferisco ad esempio alle autovetture destinate al lavoro, agli interessi passivi, alla stessa Imu, il cui peso economico non viene scalato dal reddito d'impresa, col risultato che le tasse vengono applicate anche su soldi in realtà già spesi per pagare altre tasse! Questo è semplicemente scandaloso”. Accanto all'aumento progressivo della tassazione c'è stato il moltiplicarsi degli strumenti di controllo. “Dagli studi di settore siamo passati negli ultimi anni al redditometro, allo spesometro, ai controlli bancari, alle limitazioni alla circolazione del contante: per le imprese regolarmente registrate è praticamente impossibile evadere senza incorrere, presto o tardi, in sanzioni pesanti. Ecco perché – incalza Giannangeli – noi diciamo che il fenomeno dell'evasione fiscale, che va combattuto, si annida in realtà tra coloro che per il fisco sono inesistenti o che, al riparo di normative furbe, possono eludere tranquillamente le imposte. Mi riferisco, ad esempio, alle grosse società o alle multinazionali che, pur operando nel nostro Paese, hanno le proprie sedi fiscali nei vari paradisi sparsi nel mondo. Mi chiedo: in soldoni pesa più la mancata fatturazione da parte di qualche migliaio di artigiani o l'elusione delle imposte da parte di una singola grossa società? La verità è che è molto più facile accanirsi sui piccoli, sia quando si tratta di tassarli, sia quando si vuole individuare il capro espiatorio di un comportamento sociale disdicevole, dal quale nessuno è immune, tanto meno il cittadino privato, che pur di non pagare l'Iva si rivolge a operatori completamente illegali. Noi – conclude il direttore di Cna Umbria - siamo convinti che il rimedio più efficace per risolvere il problema dell'evasione fiscale sia la riduzione delle tasse, un macigno che pesa enormemente sulla sopravvivenza delle imprese e sulla loro competitività. Altrimenti si fa solo una guerra tra poveri”.