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Referto sbagliato, il Mugnano non ci sta: "I nostri squalificati per errore"

Roberto Minelli
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Può accadere anche questo, che nel provvedimento disciplinare vengano invertiti gli atleti delle due squadre e dunque sanzionati calciatori estranei ai fatti. Un refuso come tanti, trascinatosi forse da un passaggio all'altro del lungo percorso che compie il referto arbitrale dal campo alla scrivania del giudice sportivo, ma che ha avuto la spiacevole conseguenza di vedere incolpati, per fatti anche piuttosto gravi, due giovani che a questi fatti non hanno affatto partecipato. E' accaduto in Casa del Diavolo-Mugnano, girone A di Promozione. Federico Buzzi, giocatore del Mugnano, è stato sanzionato con ben sette giornate di squalifica “perché – si legge nel provvedimento – al termine della gara usciva dal recinto di gioco e, recatosi in tribuna, aggrediva uno spettatore colpendolo con un pugno e ne spintonava altri. Veniva portato a forza negli spogliatoi dai propri dirigenti. Successivamente usciva e spintonava un dirigente della squadra avversaria”. Tutto vero, forse, con il solo inconveniente che Buzzi al momento dei fatti era già negli spogliatoi, essendo stato sostituito dal proprio mister. Stessa sorte per Kevin Palasku, fuoriquota neroazzurro, sanzionato con cinque giornate di squalifica per aver dato “uno schiaffo a un dirigente avversario” ed averlo spintonato “ripetutamente”, benché anch'egli si trovasse al momento dei fatti sotto la doccia, dopo esser stato sostituito da un compagno. I due atleti, rei di fatti in questione, sono tesserati del Casa del Diavolo che indossavano gli stessi numeri di maglia dei malcapitati Buzzi e Palasku. “Ci siamo sorpresi e spaventati dalla lettura del provvedimento - ci racconta il presidente del Mugnano, Filippo Barluzzi - ed abbiamo subito contattato il Cru per tutelare l'immagine del club e dei nostri atleti, trovando pronta collaborazione. La stessa società Casa del Diavolo, che pur sostiene una versione diversa dei fatti, ci ha contattato per riconoscere l'inversione dei numeri di maglia”. Il provvedimento sarà oggetto di rettifica. Michele Marzoli