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Maestra accusata di maltrattamenti sui bimbi, caso archiviato

Il Tribunale di Perugia

Alessandro Antonini
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Le accuse alla maestra di maltrattamenti sui bambini dell'asilo sono infondate. Gonfiate nei passaparola della chat whatsapp dei genitori. Così il tribunale di Perugia ha archiviato il caso della cattiva educatrice. La 63enne era finita sotto inchiesta, travolta da tre denunce e l'accusa di abuso di mezzi di correzione, additata di aver dato botte e comminato punizioni corporali a bambini di quattro anni. “Dice che lui è stato picchiato da tutte e due le maestre”, scrive una mamma. “Quando sbagliano un lavoro si incavola gli dà le botte”, replica un'altra. “Lo hanno messo di nuovo in punizione senza scarpe e con le braccia in su”, recita un altro messaggio ancora. E ancora storie di pizzichi, di “castighi” tipo far stare i piccoli fuori dall'aula, d'inverno, al freddo, senza giacca. E' grazie a questi messaggi estrapolati da una chat whatsapp della classe di una scuola materna di Perugia, che una maestra è finita sotto indagine tre anni fa. Il pm Michele Adragna ha chiesto l'archiviazione, disposta dal gip Lidia Brutti. Per il pm “non vi sono riscontri oggettivi rispetto a concreti episodi di violenza”. I minori potrebbero “aver ingigantito normali episodi di vita scolastica, come rimproveri o pacche date sulle spalle in buona fede dalla maestra”, scrive ancora il magistrato, che arriva a parlare di “falsi racconti” nati da rielaborazione di ricordi “mettendo insieme tessere di un diverso puzzle”. Ma soprattutto “il meccanismo di condivisione tra genitori, attraverso l'uso della chat informatica, di contenuti e racconti sulle quotidiane esperienze di vita scolastica dei propri figli, ha contribuito ad aggravare quel meccanismo di propagazione artificiosa di segnali di malesseri o disagi da considerare, invece, normali nella vita dei bambini”. “Anche per l'effetto di passaparola sul gruppo whatsapp della classe”, spiega l'avvocato difensore della maestra, Aldo Poggioni, “nel giro di poco tempo la maestra ha ricevuto tre querele per maltrattamenti sui piccoli. L'attività d'indagine è consistita nel sentire persone a sommarie informazioni. E' stato poi notificato il 415 bis per abuso di mezzi di correzione. L'indagata ha reso un interrogatorio dettagliato e come da me richiesto sono state effettuate ulteriori indagini arrivando all'archiviazione”.