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Tesei vede Salvini, giunta più vicina

Alessandro Antonini
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La neo governatrice dell'Umbria, Donatella Tesei, ha incontrato a Roma Matteo Salvini. Il leader della Lega, il suo partito. Argomento dell'incontro: le divergenze da appianare per la composizione della giunta con i vertici regionali del Carroccio. I collaboratori più vicini a Tesei fanno sapere che l'ex ministro dell'Interno “ha rassicurato la presidente”. Lei punta a limitare la rappresentanza verde a due assessori, di cui uno esterno, Luca Coletto, alla sanità, e l'altro interno. Fino a ieri in pole c'era Daniele Carissimi, esperto in materia ambientale. Anche se quest'ultimo, stando ai rumors, non sarebbe disponibile ad entrare nell'esecutivo. “Non rilascio interviste”, ha risposto ieri al Corriere. L‘obiettivo di Tesei è tenere uno scranno del futuro esecutivo in caldo per Paola Agabiti Urbani, eletta nella lista Tesei, portatrice di consenso anche fuori dello steccato classico del centrodestra. Dall'altra parte il segretario umbro dei salviniani, Virginio Caparvi, rivendica tre assessori in quota Lega. E oltre a Carissimi e Coletto indica pure Paola Fioroni anche per disturbare la candidatura del cugino Michele, richiesto da Tesei come esterno FdI. Soprattutto c'è Enrico Melasecche in rampa di lancio: assessore al comune di Terni, amministratore con carriera trentennale. E' lui che, tra le altre cose, ha “allevato” come assistente l'attuale dominus dei Cinquestelle in Umbria, Andrea Liberati, anche lui della città dell'acciaio. Guardacaso, giusto ieri, il consigliere M5S Thomas De Luca, ternano, ha diramato un comunicato su presunte possibili incompatibilità e conflitti di interesse nella futuribile giunta, ancora neanche designata. De Luca annuncia vigilanza su “interessi personali o professionali, a partire dall'incompatibilità tra l'attività di consulenza legale, prestata verso società in rapporto con le varie articolazioni dell'amministrazione regionale, su argomenti sotto la diretta competenza dell'esecutivo”. Un messaggio non troppo in codice che, secondo più di un osservatore, favorirebbe l'ascesa di Melasecche. Ma il nodo è su Agabiti. Ieri Caparvi, sentito dopo l'ora di cena, ha fatto sapere che “la proposta della Lega resta su tre assessori, ma se la presidente vede uno schema migliore non faremo le barricate”. Tradotto: si può fare. Strada in discesa. Per FdI resta il nodo del citato Fioroni, con un pezzo del partito che ora spinge per Moreno Fortini. Ma la strategia dei meloniani è marciare divisi per colpire uniti. L'obiettivo è strappare la delega più corposa. Modello Prisco al Comune di Perugia, primo Romizi. Per FI cresce la chance della vicepresidenza della giunta per Roberto Morroni.