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In malattia va alle gare di cross, condannato poliziotto

Francesca Marruco
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Dovrà restituire 25.489 euro al ministero degli Interni. Lo ha stabilito la Corte dei Conti dell'Umbria che ha condannato l'assistente capo della polizia di Stato di Foligno perché si sarebbe assentato per lunghissimi periodi dal lavoro, grazie ai certificati medici per “lombalgia”, quando invece frequentava le gare di motocross e faceva parte di un team. Le assenze si sono verificate tra luglio 2015 e ottobre 2016. Questa, per la sezione giurisdizionale presieduta dal giudice, Emma Rosati, è una “condotta assenteistica ingiustificata”. E a poco è servita la linea della difesa che ha sostenuto come la malattia fosse si incompatibile con il lavoro, ma niente affatto con il suo hobby. “Tale affermazione – sta scritto nella sentenza – è assolutamente inaccettabile”, perché un lavoratore in congedo per malattia può allontanarsi da casa “solo in circostanze eccezionali e straordinarie” e di certo non “per partecipare ad attività ludiche, sportive, rischiose o comunque aventi caratteri tali da non essere allineate all'obiettivo del ripristino delle migliori funzionalità corporee e della guarigione”. Senza contare che avrebbe potuto chiedere una mansione più compatibile con il suo stato di salute.