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Commerciante adotta un vicolo

Federico Sciurpa
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C'è chi fugge dai centri storici, ma c'è anche chi va in direzione ostinata e contraria. Non solo rimane nel centro storico con la propria attività ma decide di ampliarla all'interno di locali storici e lanciare un'iniziativa rivolta anche agli altri commercianti per la valorizzazione della parte più antica della città. E' il caso di Stefania Fumanti che ha deciso di riaprire i locali storici della farmacia Capeci, in piena piazza Martiri della Libertà a Gualdo Tadino, chiedendo ai colleghi di “adottare un vicolo”. Spostamento di qualche centinaio di metri, da piazza Mazzini a piazza Martiri, ma decisamente significativo. La sfida che lancia l'imprenditrice non è solo commerciale, in quanto vuole essere un punto di riferimento per i giovani offrendogli di trascorrere delle ore insieme all'insegna della socializzazione nella zona del vicolo delle Volte e via San Benedetto, a ridosso della piazza principale. Adottare appunto una zona, renderla viva e sottrarla magari a un uso improprio, come emerso nel periodo estivo quando fu emessa l'ordinanza sindacale che regolamentava i pubblici esercizi. “L'obiettivo è quello di ridare vitalità a questo tesoro della città. E' un progetto audace e molto rischioso economicamente, però mi piace sognare che Gualdo Tadino abbia ancora davvero una speranza”, racconta Stefania Fumanti, che è pronta a scommettere in proprio su questa nuova avventura. Tra l'altro alcuni vicoli e vie del centro storico, dopo il recupero del sisma del '97, sono dei veri e propri gioielli, altri sono in condizioni peggiori, ma il potenziale è alto per recuperarli a “un utilizzo positivo”. La sfida da parte dell'imprenditrice gualdese è lanciata, spetta ora anche ad altri operatori raccoglierla. Tra l'altro vicolo delle Volte inizia con la “scommessa” di Stefania Fumanti e termina con il foyer del teatro Talia, il Grottino di Mario Fioriti, che ha già iniziato da tempo a valorizzare con iniziative anche culturali e gastronomiche quella zona del centro storico. Salvatore Zenobi