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Casciari ai pm: "Nessuna lista di raccomandati"

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Francesca Marruco
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Nessuna lista di candidati favoriti. Nessun comportamento illegittimo. “Estraneità completa” insomma alle accuse che la Procura muove al commissario straordinario dell'ospedale di Terni, ultimo iscritto nel registro degli indagati dell'inchiesta sui concorsi truccati al Santa Maria della Misericordia. Ha impiegato poco meno di due ore ieri pomeriggio a spiegare la sua innocenza al pm Paolo Abbritti (titolare del fascicolo assieme al collega Mario Formisano, ieri assente) che ha ascoltato le sue dichiarazioni spontanee. Casciari infatti, dopo aver chiesto due volte il rinvio dell'interrogatorio per impedimenti legittimi dei difensori, ha scelto di dare si la sua versione, ma senza rispondere ai quesiti dei pm. Quello, avevano spiegato gli avvocati Nicola Di Mario e Paolo Rossi, avverrà solo all'esito della chiusura delle indagini e dopo un'accurata analisi degli atti in mano alla Procura. Casciari in particolare è finito indagato causa di alcune intercettazioni che lo tiravano in ballo. “Ne ha date un po' a Casciari un po' a Duca” diceva Gabriella Carnio intercettata parlando delle liste di candidati favoriti dall'allora assessore. I pm quindi gli contestano sia di aver consegnato la lista dei favoriti di Baberini che di aver “fornito una sua lista di candidati” nell'ambito del concorso per assunzione a tempo determinato da infermiere. In particolare, in concorso con Luca Barberini, Gabriella Carnio, Emilio Duca, Maurizio Valorosi e Patrizia Borghesi è accusato di aver “determinato l'esito illegittimo della prova in favore di 174 candidati, dei quali 67 venivano collocati attraverso tali illeciti aiuti, tra i primi 309 posti in graduatoria (infermieri che venivano così avviati immediatamente al lavoro)”. “Il dottor Casciari - spiegano i legali in una nota - ha rivendicato la piena legittimà del suo operato evidenziando che, ove mai vi fosse stato anche un sospetto generico di presunte irregolarità, non avrebbe esitato ad annullare la prova selettiva”.E anzi, stando a quanto filtra, Casciari (che ha annunciato di voler rimettere il suo mandato ternano alla nuova governatrice) dopo aver letto nei mesi scorsi articoli di stampa riguardanti liste di nomi di candidati di quella procedura con accanto delle sigle, tra cui “ANDR”, contenute in una pen drive sequestrata alla coindagata, nonché presidente della commissioni per quel concorso, Patrizia Borghesi, l'avrebbe cercata. Casciari - è la sua versione - avrebbe chiesto spiegazioni e ottenuto rassicurazioni in ordine alla sua estraneità a quelle sigle, che i finanzieri hanno riordinato e catalogato in maniera certosina. Non solo, è sempre la spiegazione del commissario dell'ospedale ternano - nominato dalla giunta Paparelli neanche un mese fa - in quell'occasione avrebbe avvertito che se avesse avuto sentore di irregolarità avrebbe annullato tutto.