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Tesei, pronti i nomi per la giunta

Alessandro Antonini
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Un tecnico puro alla sanità. Poi gli eletti. Ma che dovranno dimettersi dal ruolo di consigliere, per far scorrere le liste. Non tutti saranno scelti in base al numero di preferenze ottenute. Poi c'è l'idea di affidare una parte di deleghe agli inquilini di palazzo Cesaroni, che saranno mini assessori senza portafoglio. Sono i criteri per la composizione della nuova giunta regionale a cui sta lavorando Donatella Tesei. Anche tre nomi già ci sono: Paola Agabiti Urbani, 3.100 preferenze ed unica eletta della lista Tesei, il più votato della Lega Valerio Mancini e un altro consigliere eletto del Carroccio, il ternano Daniele Carissimi. Altri due papabili sono Michele Fioroni, assessore della giunta Romizi e spin doctor di Tesei nella campagna elettorale della vittoria storica, quella del 57,55% contro il 37,48% di Vincenzo Bianconi, che ha visto naufragare l'esperimento del patto civico. Ora Tesei vuole governare senza intoppi, ha da subito il bilancio da approvare (entro dicembre) per evitare l'esercizio provvisorio. E sulla giunta non può permettersi tentennamenti. Tenere uniti i partiti che l'appoggiano è la priorità. Il gioco di squadra, allargando la rosa, è stato il concetto che Matteo Salvini ha voluto trasmettere agli eletti e ai candidati tutti della Lega, incontrati in un vertice privato al Park hotel di Ponte San Giovanni dopo la conferenza stampa. E' arrivato tardi Mancini, era a Cerreto per ringraziare gli elettori. Una promessa fatta in campagna elettorale. L'aspirazione è una delega all'agricoltura, ma sulla scelta dei compiti Tesei non ammette intromissioni. Carissimi, penultimo degli eletti nella Lega con 3.719 voti, ternano (elemento importante di riequilibrio territoriale) entrerebbe come esperto di ambiente. Con delega cioè automaticamente assegnata. Con Mancini e Carissimi in giunta, entrerebbero nell'emiciclo l'attuale assessore di Terni Enrico Melasecche e Manuela Puletti, giornalista, vicina a colui il quale ha gettato le basi, anni fa, alla valanga verde, lavorando nell'ombra: il senatore Stefano Candiani, già commissario della Lega in Umbria. Per Forza Italia la prima scelta è Roberto Morroni, primo degli eletti. Il partito deve ancora fare tutti i passaggi interni ma su uno scranno nell'esecutivo per lui c'è già il disco verde di Silvio Berlusconi in persona. In consiglio lascia la casella libera a Laura Pernazza, sindaco di Amelia. Così facendo tuttavia Forza Italia e FdI avrebbero solo uno scranno a testa, e l'una ha preso la metà dei voti dell'altra. Ma da casa Lega fanno sapere che una presidenza del consiglio vale doppio. Anche perché l'assessorato optato dopo le dimissioni da consigliere porta con sé una discreta perdita in termini economici per i diretti interessati. Tanto per dire: niente indennità di fine mandato. Sul manager della sanità non c'è ancora nome papabile, mentre si fa strada l'ipotesi in un altro tecnico, il citato Fioroni. Per lui era balenata l'idea Sviluppumbria, ma la legge Severino lo impedisce. E' infatti assessore comunale in carica. Ma Tesei intende anche dotarsi di un capo di gabinetto e di un consigliere politico, oltre a una doppia segreteria. Una decisione da prendere in contemporanea alla formazione della squadra di giunta. Che, come ha detto testuale ieri, sarà per la gran parte “scelta tra gli eletti”, con uno o due spazi per i tecnici. Il rischio è di scontentare qualche partito. Salvini ha messo in guardia gli alleati: “Mani libere, non siamo qui per mettere le bandierine”.