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Tesei a Conte: "Ora rispetti gli impegni"

Alessandro Antonini
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“Ci aspettiamo serietà dal governo. Tutte le promesse fatte fino a venerdì contiamo che diventino realtà da domani. Abbiamo fiducia nelle istituzioni”. E' una Donatella Tesei arrembante quella del giorno dopo. Archiviati festeggiamenti e brindisi, la neo governatrice dell'Umbria - prima al fianco di Matteo Salvini e a seguire faccia a faccia con la stampa - ha fatto il punto sui prossimi mesi di lavoro. Si comincia con la ricostruzione post sisma bloccata. Tesei domani, 30 ottobre, è in Valnerina per i tre anni dal terremoto e si aspetta che le promesse fatte nel decreto sisma dal governo giallorosso durante la campagna elettorale pro Vincenzo Bianconi, lo sfidante sconfitto, vengano concretizzate. Va giù dura. Per Tesei gli “impegni di governo non dovranno essere a corrente alternata. Chiederemo che quanto promesso venga attuato, altrimenti le istituzioni non sono più credibili”. Il premier le risponde a distanza con un breve lancio d'agenzia spiegando che il governo “resterà vicino agli umbri”, ricordando che più volte anche nel Conte 1 si è recato nelle zone terremotate. L'avvocatessa ed ex sindaco di Montefalco interpreta il voto regionale come un grosso “no” al sistema di governo del centrosinistra negli ultimi 49 anni. “E il primo lavoro da fare è analizzare tutto per comprendere che tipo di situazione ci è stata lasciata”. Con una visone “chiara e precisa in tutti i comparti”. La paura è che si scoprano polpette avvelenate nei conti. La senatrice - che si dovrà dimettere da Palazzo Madama - deve fare in fretta con la giunta: se non si approva il bilancio entro dicembre (l'amministrazione uscente ha fatto saltare il numero legale all'ultimo consiglio, ndr) si va in esercizio provvisorio. I criteri per la squadra li ha già fissati: precedenza agli eletti per ordine di arrivo, quindi per numero di preferenze, con la possibilità di riservarsi un tecnico esterno. Poi dovrà pensare alle esigenze dell'Umbria, su tutte “il lavoro e il rilancio delle imprese. Allo stesso tempo serve riorganizzare la macchina amministrativa. Ci sono diversi dirigenti in scadenza di mandato”. Quattro direttori su cinque vanno in pensione. “Ma soprattutto è ora di pensare alle necessità degli umbri. Non è più tempo chiacchiere, occorre rimboccarsi le maniche”. La sanità deve essere riorganizzata all'insegna “del merito e della qualità dei servizi”. Sulla sostituzione di Andrea Casciari all'azienda ospedaliera di Terni, dopo l'indagine di sanitopoli, prende tempo: “Devo valutare”.