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Tre milioni di premi per i dipendenti della Regione

Alessandro Antonini
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La giunta di palazzo Donini dà il via libera a quasi tre milioni di premi per dirigenti e personale della Regione. A sei giorni dal voto. Con la delibera 1161 del 21 ottobre scorso, l'esecutivo guidato da Fabio Paparelli autorizza la delegazione trattante di parte pubblica alla “sottoscrizione definitiva” dei “criteri per la destinazione e la ripartizione del fondo per la posizione e risultato per la dirigenza e per il personale”, anno 2019. Per i 52 quadri si tratta di 3.139.176 euro (in diminuzione rispetto ai 3.192.604 euro del 2018), di cui 2.175.730 di indennità di posizione e 963.446 euro di “risultato”. Quest'ultima voce riguarda appunto i soldi destinati agli obiettivi stabiliti in base alla performance monitorata durante l'anno. I cosiddetti premi. Le cifre fanno riferimento a una pre intesa del 23 settembre.  Per i 1.030 dipendenti del comparto la quota è di 7.891.445 euro. Nel 2018 sono stati 7.074.030. Il fondo è suddiviso in 5.814.814 euro di parte stabile e 2.076.631 euro variabile. La performance individuale – le premialità destinate al “comparto” - è pari a 1.896.507 euro, più 232.336 euro di performance organizzativa. Sommati ai 963mila euro e rotti dei premi dirigenziali si arriva a circa tre milioni. In più ci sono gli aumenti di stipendio. Il fondo per le “progressioni economiche orizzontali” è di 836.593 euro per il biennio 2019-2020. Il budget storico delle “peo” ammonta a 3.245.000 euro. Le progressioni orizzontali previste nella pre intesa sono 551 e sono attribuibili per il 65% nel 2019 e per il 35% nel 2020. Con decorrenza 1 gennaio 2019 sono previsti 358 “percorsi” per 462.562 euro disponibili, mentre dal 2020 le progressioni sono 193 per 248.153 euro. Più altri 125.880 euro per altre progressioni da individuare il prossimo anno. Anche gli aumenti di stipendio per 71 dipendenti riferiti al 1 gennaio 2018 sono stati messi nero su bianco. La determina che corona l'accordo del contratto integrativo dell'anno scorso è stata firmata il 10 ottobre scorso. Il dirigente responsabile di Palazzo Donini, Stefano Guerrini, spiega che si è arrivati in ritardo a causa di una indagine della Corte dei conti, aperta per gli scatti stipendiali del 2017. “L'inchiesta è stata chiusa senza esito e solo dopo le comunicazioni arrivate dalla Corte dei conti si è arrivati a definire la determina che rappresenta un adempimento contrattuale”. Gli effetti sono retroattivi a partire dal 1 gennaio 2018.