Bianconi si difende: "Non c'è conflitto di interessi"

La polemica

Bianconi si difende: "Non c'è conflitto di interessi"

10.10.2019 - 01:14

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"Bisognava dire che un terremotato non può essere candidato in Regione. Per la ricostruzione non mi dovrà succedere più nient’altro perché non ho nient’altro da sistemare, non devo chiedere favori a nessuno. Quello che mi verrà dato o non mi verrà dato, lo accetterò con serenità”. Parole di Vincenzo Bianconi, imprenditore nel settore alberghiero e candidato presidente di Pd e M5S, proferite nella conferenza stampa convocata dopo la pubblicazione dei contributi ricevuti per la ricostruzione i suoi due hotel a Norcia. Gli unici alberghi su tre pratiche di hotel presentate, come certificato dal sindaco Nicola Alemanno nel consiglio comunale del 30 settembre. Quasi sei milioni di euro, più altri tre (circa) per le aste vinte nella fornitura pasti nelle mense delle casette e il trasporto scolastico. Tutti soldi destinati al gruppo di aziende dell’imprenditore nursino in corsa per il massimo scranno di Palazzo Donini. Che nega il conflitto di interesse. I contributi sono legittimi, chiesti e ottenuti “secondo procedura” e “in tempi non sospetti”. Prima della candidatura. Oggi non ci sono altre pratiche in ballo, assicura. Conferma che per altri due hotel è stata fatta la certificazione del danno. C’è un progetto edilizio. Ma senza pratiche avviate ad oggi. Non smentisce investimenti di famiglia (“insieme a due amici imprenditori”) nella tenuta Vallaccone e nell’hotel la Torre di Trevi, rilevato dal padre e altri soggetti non meglio specificati. Bianconi ha già annunciato a più riprese le dimissioni dai ruoli di controllo delle sue imprese in caso di elezione. Aggiunge un altro tassello: se diventerà presidente della Regione Umbria non sarà lui a gestire le pratiche del terremoto. Verrà individuata una figura terza. “Sarò lontano anni luce. Non sarò io il referente. Magari metterò qualcuno dell’opposizione a controllare queste cose”, dice Bianconi. Senonché, in base alla legge, il vicecommissario del governo alla ricostruzione in Umbria è il presidente della giunta regionale. Il candidato presidente si definisce vittima di una campagna elettorale scorretta. Sporca. Tutta “merda” contro di lui. Contesta i dati sull’unicità dei finanziamenti a favore delle sue strutture: “E’ falso dire che sono solo i miei hotel ad aver preso i soldi. A Norcia 17 strutture sono state colpite dal terremoto. Soltanto otto hanno fatto domanda per i danni. Di queste otto tre hanno ricevuto i contributi e hanno terminato i lavori. Due mie strutture hanno avuto la definizione del contributo e abbiamo iniziato i lavori ad agosto in un caso e nell’altro il 30 settembre. Su 35 attività del cratere in 19 hanno fatto domanda. 11 hanno ricevuto il contributo”. Le prime strutture ricettive finanziate e ricostruite dopo il sisma “sono stati gli alberghi di Cascia a partire da Monte Meraviglia della famiglia Magrelli, e poi l’Élite. Su Norcia la prima struttura ricostruita è stata la Locanda dei Senari a Castelluccio e poi Il Casale degli Amici a Norcia”. Bianconi parla di strutture ricettive in senso ampio. In realtà il nostro servizio fa riferimento esclusivo agli hotel nel comune di Norcia, come riferito dallo stesso sindaco Alemanno. Il 47enne scelto come candidato da Pd e M5S (dopo quattro rifiuti) non smentisce le cifre dei contributi. Ribadisce: sono soldi che gli spettano. Conferma anche i soldi arrivati dalle aste per le mense e il trasporto scolastico. Dove ha partecipato da solo e non ha guadagnato. Aggiunge 50 mila euro da danno indiretto. Anche se il gap era milionario. I soldi per gli hotel, specifica Bianconi, sono parametrati ai danni subiti. “I numeri della ricostruzione sono oggettivi, il danno viene analizzato e certificato, il valore economico che si porta dietro viene moltiplicato per i metri quadrati relativi ai danni subiti. Sono contributi, non fondi”. Tutti dovuti, tutti in regola. Anzi, sono pochi. “Per ricostruire un albergo”, continua Bianconi, “vengono dati 1.400 euro a metro quadrato, come in una casa privata. I soldi del terremoto non bastano, faremo debiti per noi e per i nostri figli per i prossimi vent’anni. Come abbiamo sempre fatto, pagando tutti, senza mai vertenze dei dipendenti”. Se la prende perché “sono state fatte intendere cose pesanti, che vanno contro i principi che io e la mia famiglia abbiamo sempre perseguito. Apprezzo la solidarietà che mi è stata espressa bipartisan, anche da parte del mio sindaco”. A Norcia Bianconi dice di aver perso tre quarti del patrimonio aziendale “costruito in 160 anni di sacrifici familiari. Non comprando ville o yacht, ma reinvestendo tutto nelle attività”. Le cifre sono alte perché “non sono un piccolo imprenditore”. I soldi persi, 11 milioni di euro dal 2016, sono di gran lunga superiori agli importi erogati. “Vivo in una casa normalissima in centro storico per la quale non abbiamo voluto prendere i contributi”, dice e la voce s’interrompe per la commozione strozzata. Bianconi conclude tra gli applausi della “claque” del Pd, con una decina di esponenti presenti nella sala Grifo del Park hotel di Ponte San Giovanni. Un solo grillino, Andrea Liberati, in ultima fila. Silente.

L'editoriale del direttore

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