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La Curva Nord si difende: "Nessun assalto, contro noi solo fango"

Francesca Marruco
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"Giù le mani dalla Curva Nord”. Alcuni ultras del Perugia Calcio prima di entrare ieri al Curi hanno dato lettura di un testo con cui si difendono dalle accuse della Procura e attaccano i giornali parlando di “bombardamento mediatico”. “La vicenda di cui si parla - sostengono nel documento firmato dai gruppi della Nord - risale a due anni fa ed in molti, di quel periodo, hanno già dimenticato la dinamica dei fatti e come si è arrivati alla contestazione del dopo La Spezia” che comunque, sarebbe avvenuta “senza accordi, senza chiamate alle armi, senza premeditazione”. La “vicenda” è quella dell'assalto all'autobus al rientro dalla trasferta del 21 ottobre 2017 per cui il pm Mario Formisano ha indagato 16 tifosi. “Quando il pullman del Perugia è nei pressi dell'Istituto Capitini - è la ricostruzione degli ultras - viene fatto oggetto del lancio di un sasso, episodio isolato ad un chilometro circa da dove aspettano i contestatori. Il pullman raggiunge il cavalcavia e si blocca, così la folla inizia ad andargli incontro. A questo punto il gesto folle dell'autista, preso dal panico, che ingrana la prima rischiando di investire diversi tifosi. La contestazione prende una piega diversa e i toni si fanno più accesi”. Ma i tifosi contestano gli articoli usciti nei giorni scorsi per dare conto della chiusura delle indagini della Procura. “É chiaro - sostengono - che l'intento di chi ci ha pubblicamente attaccato così duramente in questi giorni, per fatti ormai datati, sia principalmente destabilizzare un ambiente che ad oggi si è ricompattato, dopo quella tristissima pagina e quella stagione deludente, ed inoltre colpire sistematicamente, con il pugno di ferro, le frange di tifo più attive ed esposte. Come scritto negli atti ribadiamo che i rapporti tra ultras e società sono circoscritti alla normale e pacifica convivenza, ognuno per la sua strada e tutti per il bene del Perugia Calcio, non ci sono mai stati né interessi né collusioni”.