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Mancano camionisti, aziende in difficoltà

Catia Turrioni
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Più di 3.700 aziende perse in dieci anni, 113 nei primi sei mesi del 2019: i dati che emergono dal rapporto della Cgia di Mestre sullo stato di salute dell'artigianato in Italia sono impietosi anche per quanto riguardano l'Umbria. La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l'impennata degli affitti sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l'attività. Edilizia e autotrasporti i settori che soffrono di più. Carlotta Caponi, segretario regionale della Fai (Federazione autotrasportatori italiani), evidenzia per la sua categoria una miriade di problemi, da quelli infrastrutturali adesso accentuati dalla chiusura del viadotto Puleto a quelli legati al prezzo del gasolio passando per l'emergenza dovuta al personale che manca, almeno 250 persone. “Nessuno vuole fare più il camionista - racconta - e questo mette in difficoltà le imprese che si ritrovano con i mezzi parcheggiati nel piazzale".  Servizio integrale sul Corriere dell'Umbria di domenica 18 agosto