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Ricostruzione ferma nei comuni terremotati

Catia Turrioni
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La ricostruzione nei 15 comuni umbri del cratere non è mai partita: sono 2.846 le domande per la ricostruzione leggera (quella che interessa gli edifici meno danneggiati) che i privati dovrebbero presentare ai comuni e all'ufficio speciale per ricevere il contributo per la ricostruzione: a luglio ne risultano inviate 941 (26 quelle che sono state respinte perchè incomplete nella documentazione da presentare) sulle 2.846 attese. Si scopre così che nel piccolo comune di Polino delle 5 domande previste non ne è stata presentata alcuna e qualche domanda te le poni. Cosa ne sarà di un paese di 232 abitanti? Ma è così anche per tanti altri piccoli borghi della Valnerina: Scheggino con 3 progetti presentati su 22 o Cerreto di Spoleto con 21 domande sulle 73 previste. Non va meglio per i centri più grandi: Spoleto su 1.019 domande è forse il caso peggiore con appena 137 domande inviate. I centri simbolo della Valnerina, legati al culto e alla fede, cercano di rialzare la testa ma niente sembra scontato: a Cascia si attendono 436 domande per la ricostruzione leggera ma ne sono arrivate 201. Norcia si conferma, nonostante tutte le difficoltà della popolazione, la realtà che sembra reagire meglio: la metà della domande previste qui è stata inviata. Una buona notizia ma c'è davvero ancora molto da fare. Sul fronte della ricostruzione pesante verrebbe neanche voglia di parlarne e si capisce pure lo sfogo dell'arcivescovo Renato Boccardo a difesa delle sue chiese spezzate e dei suoi fedeli dimenticati. Anche qui i dati Comune per Comune sono impietosi (a Norcia sulle 1.455 domande previste ne sono partite 111) siamo fermi a un totale di 173 domande su 3.192.