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Epilogo dei Ceri, santubaldari a un bivio: proposta di un ex capodieci

Da sinistra: Ubaldo Orlandi e Mario Trento, ex capodieci di Sant'Ubaldo

Roberto Minelli
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La proposta è di Ubaldo Orlandi, santubaldaro doc, ex capodieci e da sempre persona di equilibrio, ma abituata a chiamare le cose con il loro nome. Non si vuole esagerare, ma una delle due opzioni lasciate aperte dal suo intervento, mercoledì sera in sede di assemblea, si potrebbe definire di valenza epocale. Per evitare il ripetersi degli incidenti accaduti nel chiostro della basilica prima di aprire la porta a San Giorgio e Sant'Antonio, Orlandi propone al giudizio insindacabile dell'assemblea dei santubaldari due soluzioni: o tutto resta come è, e cioè che se il cero di Sant'Ubaldo entra e chiude, scavija e apre la porta agli altri due Ceri, oppure (ed è questa la grande “rivoluzione” - ndr.) dice: “Il Cero di Sant'Ubaldo ferma la sua corsa sul primo scalino della basilica e aspetta in piedi gli altri due. Poi tutti e tre insieme i Ceri entrano nella casa di Sant'Ubaldo con tutti noi ceraioli che cantiamo ‘O lume della fede' ”. Orlandi parla con amore smisurato per il patrono, e per il suo Cero. E c'è rimasto male nel vedere cosa è successo nel chiostro della basilica con le inevitabili degenerazioni che hanno fatto sfociare la rissa verbale, condita da parolacce e bestemmie, in episodi non certo edificanti. “Ma non siamo facinorosi - dice Mario Trento, ex capodieci di Sant'Ubaldo che è seduto vicino a lui - siamo saliti nel chiostro per fare ciò che è stato sempre fatto e secondo il mandato avuto quindici anni fa da una assemblea dei santubaldari: se si entra e si chiude la porta, dopo aver fatto le girate e tutto il resto, il Cero si scavjia. Solo dopo si apre a San Giorgio e Sant'Antonio”. “Siamo rimasti interdetti - riprende a dire Trento - nel vedere che altri santubaldari cercavano di ostacolarci. Forse condizionati da qualcuno che mi fa tornare in mente quanto scriveva il Giordano nella Vita di Sant'Ubaldo dicendo che il patrono ‘era attorniato da lupi e briganti'. E basterebbe dire - prosegue - che il nostro capodieci, Andrea Marcheggiani, durante l'assemblea che abbiamo fatto mercoledì sera in una taverna stracolma di ceraioli, ha confermato di essere stato all'oscuro della manovra messa in essere per non far scavijare il Cero”. “Con il massimo rispetto che il nostro vescovo merita - dice ancora Mario Trento, che mentre parla accarezza una delle sue sculture in legno d'olivo raffiguranti i tre Santi - certe decisioni spettano solo ai ceraioli e la proposta di ‘Baldino' (Orlandi - ndr.) va nella direzione della riconciliazione vera, quella predicata da Sant'Ubaldo. Riconciliazione che non è imposta da alcuno, che non nasconde altri fini”. Il presidente della Famiglia dei Santubaldari, avvocato Ubaldo Minelli, ha annunciato che il verbale dell'assemblea sarà recapitato a tutte le istituzioni civili e religiose. Adesso sarà una prossima assemblea a prendere la decisione finale.