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Degrado al San Benedetto, proposto dai cittadini patto col Comune

Roberto Minelli
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Una convenzione per salvare il San Benedetto. Sulla scia delle recenti convenzioni stipulate dall'amministrazione comunale di Gubbio con diverse realtà cittadine, tra cui associazione “100 ramazze”, Coldiretti e Cia agricoltori, Pro Loro Branca, Lions club piazza Grande, alcuni cittadini proporrebbero la stipula di un simile patto di cittadinanza con un'altra realtà locale o anche di ampliare una delle convenzioni già esistenti, per la cura del verde e per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli arredi (panchine, altalene, cestini dei rifiuti) del parco del San Benedetto, già più volte oggetto di segnalazioni di degrado. In effetti il parco da qualche tempo presenta diverse problematiche: in particolare le panchine in legno, ormai consumato, sono pericolanti, non stabili, le assi traballano. Anche il muretto che circonda il parco: è scheggiato in più punti e preso di mira da imbrattatori. Ma di certo sono le piante che preoccupano di più: alcune di esse sono emerse dal terreno con le radici in bella vista, probabilmente in seguito agli eventi calamitosi degli ultimi tempi, rischiano di ammalarsi e morire. Insomma il San Benedetto necessita, secondo le numerose segnalazioni giunte da cittadini ed utenti, di una bonifica. Il parco è stato inaugurato nel 2004 e sorge sul terreno dove si trovava il noto campo sportivo ed è intitolato a Giuseppe Bei Clementi, sindaco di Gubbio e consigliere regionale nella prima legislatura della Regione Umbria nel 1970. L'artista Nello Bocci realizzò un'opera qualche anno fa, un libro in bronzo con foto incise tratte dall'archivio Gavirati, per ricordare la “fossa dei leoni” (lo stadio).