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Festa dei Ceri, sempre più vicino il riconoscimento Unesco

Roberto Minelli
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La Festa dei Ceri sta rientrando a pieno titolo nella “Rete delle grandi macchine a spalla italiane”, bene Unesco e patrimonio immateriale dell'umanità. Il paziente lavoro “diplomatico” al quale si è dedicato il sindaco di Gubbio Stirati sta pagando, o almeno sta riallineando tutta una serie di posizioni che negli ultimi anni erano rimaste senza controllo. L'incontro svoltosi di recente in Comune tra il primo cittadino e Patrizia Nardi, responsabile e coordinatrice dell'associazione e neo assessore comunale alla Cultura di Reggio Calabria, va proprio in questa direzione. Stirati ha già avuto modo di rinsaldare nei mesi scorsi, legami personali con Nardi iniziati già nel lontano 2005, in veste di professore di liceo, allorché si gettò il primo embrione di scambio, proprio in nome delle reciproche feste, tra gli istituti superiori di Gubbio e Palmi. Da lì prese vita il progetto pilota unico al mondo, di interscambio culturale e relazionale tra cinque comunità - Viterbo, Nola, Palmi, Sassari e Gubbio - con le loro rispettive feste, successivamente sancito nel 2006 con il “Protocollo di Nola”. “E' da lì che bisogna ripartire, da quello spirito di condivisione dei reciproci valori comunitari, in un percorso che darà vita ad una serie di iniziative tra le città della rete”, hanno affermato all'unisono il sindaco Stirati e Patrizia Nardi, nell'incontrare i rappresentanti delle varie componenti della Festa dei Ceri, che hanno convenuto nel cammino da intraprendere per riallacciare rapporti “congelati” ma mai rinnegati. In questo percorso, è stato evidenziato il museo della Festa dei Ceri di imminente attivazione, con un taglio emozionale e interattivo, che potrà contenere anche una documentazione sulle altre feste della rete; nonché una mostra fotografica itinerante sui Ceri a Col di Lana, in occasione delle celebrazioni del centenario della prima guerra mondiale. L'interscambio tra le comunità e le attività che andranno messe in campo, è la chiave di volta per i prossimi traguardi, per recuperare il tempo perduto, quando Gubbio nel 2010 si ritirò dal progetto per presentare una candidatura autonoma all'Unesco che fu respinta. Diversa sorte toccò alla rete delle macchine a spalla. D'intesa con il ministero dei Beni culturali e degli Esteri, la Commissione nazionale italiana per l'Unesco, l'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, le Soprintendenze ai beni storici, artistici ed etnoantropologici regionali e con l'Unpli, anche per la sua portata innovativa, di candidatura delle feste della rete come patrimonio orale e immateriale dell'umanità Unesco, la proposta fu accettata e votata nel 2013 dai 150 Stati membri, gli stessi che ora dovranno pronunciarsi a favore dell'inserimento della Festa dei Ceri. Una strada non facile ma certo non impossibile, viste le condizioni favorevoli e il consenso generale e, soprattutto, l'appoggio convinto di Patrizia Nardi, che dal sindaco Stirati e dai componenti della Festa dei Ceri, ha avuto pieno mandato a sostenere le ragioni di Gubbio. Una fiducia che lei ha ricambiato in pieno, convinta del valore universale della Festa del 15 maggio.