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Capodieci di Sant'Ubaldo, scelto il metodo d'elezione

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Roberto Minelli
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I santubaldari hanno (finalmente) scelto il metodo d'elezione del capodieci. Voteranno i ceraioli “attivi”, vale a dire i componenti delle mute del percorso dall'Alzatella all'ultimo stradone del monte Ingino. A questi si aggiungeranno ulteriori quattro ceraioli rappresentativi (non più "attivi") per ogni muta, scelti dagli stessi esponenti di ciascun gruppo. La candidatura dei capodieci sarà libera, senza divisione in “zone”. Questo il responso dell'assemblea dei santubaldari tenutasi domenica 18 gennaio sotto gli Arconi di Palazzo dei Consoli. Sono stati 385 i voti ottenuti dal metodo risultato “vincente”, contro i 323 del sistema che contemplava la divisione in zone con capodieci eletti a rotazione; 39 infine le preferenze della terza proposta, portata avanti dall'ex capodieci Anselmo Barbetti, consistente nella divisione della città in tre macro-aree e voto affidato ai ceraioli dai 25 anni in su. A questo punto si procederà al “censimento” delle mute del percorso per stabilire chi avrà diritto a votare il capodieci e i candidati: entro un paio di settimane, presumibilmente il 1 febbraio, si deciderà (finalmente) chi alzerà il Cero.