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San Giorgio e Sant'Antonio, entusiasmo per i capodieci: si discute ancora tra i santubaldari

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Roberto Minelli
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Non accenna a spegnersi l'entusiasmo tra i ceraioli di San Giorgio e Sant'Antonio dopo l'elezione dei capodieci, rispettivamente Andrea Fronduti e Daniele Battistelli. Per entrambi le congratulazioni e i complimenti sono infatti arrivati anche il giorno successivo alla proclamazione, specialmente su facebook, visto che anche i Ceri - inevitabilmente - sono approdati da tempo nell'era dei social network. Fronduti ha rivolto il primo pensiero dopo l'elezione a suo padre Franco, 80 anni da sangiorgiaro verace, e a suo cugino Lucio: ma è chiaro che per tutti i ceraioli della manicchia di Padule - come per lo stesso Andrea - il tributo più significativo sarà dedicato a Roberto “Casaletto” Traversini, capodieci nel 2009 scomparso prematuramente nel gennaio di tre anni fa. Gioia incontenibile anche per Daniele “Boccino” Battistelli, eletto capodieci di Sant'Antonio con 352 preferenze: sarà lui dunque il primo ad alzare il Cero dopo l'abolizione del Senato. Battistelli ha pure “concesso l'onore delle armi” agli altri due candidati, Roberto Gaggioli e Giacomo Marinelli Andreoli, per anni suoi compagni di muta “giù da Barbi”. Per quanto riguarda i santubaldari invece la situazione è ancora complessa. Domenica 18 infatti è stata fissata l'assemblea presso gli Arconi di Palazzo dei Consoli, nel corso della quale - presumibilmente - i ceraioli saranno chiamati a votare il metodo d'elezione del capodieci. Divisione dei ceraioli in quattro zone e candidature a rotazione da una parte, candidatura libera senza divisione in zone dall'altra. Il dibattito in città resta piuttosto vivace.