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Coronavirus, a Gubbio via allo screening per 500 ceraioli

Francesca Marruco
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La risposta sanitaria alla follia accaduta a Gubbio nel giorno dei Ceri è lo screening a tappeto per almeno 500 persone. Per tutte quelle cioè che sono state identificate dalle forze dell'ordine dopo gli assembramenti di tre giorni fa. In particolare, come spiegato ieri dall'assessore regionale alla sanità, Luca Coletto, alla Usl Umbria 1 verranno inviati oltre 500 test sierologici per iniziare una prima fase di screening sui partecipanti ai festeggiamenti proibiti. “L'Usl 1 - recita la nota della Regione - tenuto conto dei comportamenti non rispettosi delle regole in vigore, ha chiesto al sindaco di Gubbio di trasmettere ai Servizi di Igiene e Sanità Pubblica l'elenco delle persone individuate dalla Polizia Municipale”. “Sulla base dell'elenco – spiega l'assessore – si procederà a effettuare il test sierologico. In caso di risultato positivo, verrà effettuato il tampone e sarà individuata la rete dei contatti a partire dai familiari. Nel frattempo, altri test saranno fatti al Pronto soccorso e in Ospedale per accertare che non ci sia circolazione del virus e per monitorare al meglio la situazione”. Inoltre, l'Usl Umbria 1 “invita” a un atto di responsabilità e chiede ai cittadini che erano per strada senza protezioni, a limitare tutti i rapporti diretti con altre persone e contattare il Nus al numero 800 63 63 63 fornendo il proprio nominativo per avviare le procedure per i necessari test. L'annuncio dello screening di massa agli eugubini è stato salutato con favore dal sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, che sabato aveva emesso un'ordinanza per limitare gli spostamenti da e per Gubbio. Ordinanza che però ieri mattina è stata dichiarata illegittima dal Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia. Con una nota ufficiale, Piazza Italia, ha sentenziato:”I sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l'emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto di cui al comma 1”. “Purtroppo - dice Presciutti - non ho potestà per fare scelte diverse. La nota della Prefettura è stata condivisa, non era una sorpresa, ho parlato sia con il Prefetto che con la presidente Tesei che mi ha promesso fermezza per questa cosa che rischia di diventare una bomba sanitaria. E questo screening è una prima risposta importante e i numeri fanno vedere che era come dicevo io: non una quindicina di persone, ma oltre 500. C'erano assembramenti ovunque, solo chi non ha voluto vedere non ha visto”. Ma adesso, senza ordinanza? “Io pensavo si potesse fare, ora però ci tuteliamo con lo screening, io ho un solo obiettivo: la salute di tutti”.