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Assolta dopo 43 giorni agli arresti, la Stocchi chiede maxi risarcimento

L'ex presidente del consiglio comunale Antonella Stocchi

Alessandro Antonini
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Quarantatré giorni agli arresti, poi viene assolta con formula piena. Adesso chiede un risarcimento di 516.456 euro. Antonella Stocchi, infermiera, già presidente del consiglio comunale eugubino, è stata accusata di associazione per delinquere e altri reati come l'occultamento di documenti pubblici nella clamorosa inchiesta Trust dove finirono indagati altri otto tra cui l'ex sindaco di Gubbio Orfeo Goracci e alti esponenti della politica locale. Una presunta cupola - con tanto di implicazioni sentimentali tra alcuni componenti - che avrebbe gestito in barba alla legge, secondo l'accusa, assunzioni, gare e non solo nel Comune di Gubbio. Ebbene per la Stocchi è arrivato il proscioglimento pieno, diventato irrevocabile il 21 giugno di quest'anno. Così il suo avvocato Ubaldo Minelli si è presentato in corte d'appello a Perugia per l'istanza risarcitoria. Viene smontato per la seconda volta, pezzo per pezzo, tutto l'impianto accusatorio, con la copertura degli stessi atti processuali: “Agli atti - scrive Minelli - non vi è prova alcuna, neppure di carattere anche solo indiziario, dell'esistenza dell'ipotizzato sodalizio criminoso, e tantomeno, la sussistenza o configurabilità di un apporto agevolativo dell'imputata alla vita della fantomatica associazione”. Segue confutazione dei singoli episodi. Non c'è “la minima indicazione, neppure in via larvata, di un fatto, di un episodio, di un dato circostanziale”. Ma per la Stocchi i domiciliari di 43 giorni e la risonanza mediatica della vicenda hanno provocato danni irreparabili, “conseguenze personali di natura morale, patrimoniale, fisica e psichica che la custodia cautelare ha prodotto nei confronti del diretto interessato e dei suoi familiari”, scrive l'avvocato Minelli nell'istanza di equa riparazione. La vicenda giudiziaria amplificata dai media ha distrutto come un tornado la vita lavorativa, politica e privata della Stocchi, tanto che i 516mila e 456,90 euro vengono richiesti allo Stato (ministero dell'Economia) a titolo di “riparazione per l'ingiusta detenzione subita, non avendo la stessa istante (circostanza decisiva) in alcun modo, dato o concorso a darvi causa, con dolo o colpa grave”.