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Ecofuturo ad Alcatraz

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Anna Lia Sabelli Fioretti
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Ad Alcatraz, la Libera Università di Jacopo Fo, in questi giorni non si sta parlando solo di un domani ecosostenibile, di innovazione tecnologica, di fonti energetiche “pulite”ma anche di risparmio, in tutte le sue forme. Ed è forse questo il lato di “Ecofuturo” che riuscirà a solleticare, più di altre, l'attenzione degli enti locali, delle aziende e dei comuni cittadini. Ci sono, per esempio, delle lampadine che potranno far diminuire il costo dell'illuminazione di una città dell'80%. C'è la dimostrazione pratica di come sia possibile costruire grazie ad una enorme stampante in 3 D in soli quattro giorni una casa d'emergenza in argilla e cemento, da utilizzare dopo terremoti o alluvioni al posto dei container (Wasp Project). Ma anche una compost toilette, una moto da trial elettrica, frullatori per bambini che funzionano pedalando la bici, scarpe realizzate con le gomme d'auto le piante che crescono senza terra con la cultura idroponica (Skanergy), i blocchi di legno mineralizzato mischiato al cemento per costruire case solide con isolamento termico in pelo di pecora, o anche le vanghe e le palette ergonometre provenienti dall'America (Radius)o la canapicoltura per realizzare tessuti, corde, tappeti, pannelli isolanti, farina, cosmetici, vernici (Agraia). Alcatraz è un brulicare di persone, di incontri, di interviste, di proposte, di idee. Ogni giorno alla mensa siedono una media di 120 persone che aggiunte alle 50 che hanno scelto la tenda per soggiornare e ai normali visitatori porta il movimento giornaliero a oltre 200 persone. Nonostante questo tutto scorre nel rispetto della filosofia di vita slow portata avanti da Jacopo Fo negli anni. Chi sta agli stand chiacchiera, chi vuole seguire le presentazioni dei progetti si sposta passeggiando sul prato da una tensostruttura all'altra . C'è poi chi prende il sole sulle sdraio, chi arriva e chi parte (dal sorriso sembrano tutti soddisfatti) e chi si occupa dell'organizzazione, ma sempre senza correre o affannarsi. In partenza è Maurizio Oliviero , ex assessore all'ambiente di Montechiarugolo, vincitore assoluto del premio Comuni Virtuosi. Ha portato la sua testimonianza su come la “sua” amministrazione comunale , con 12 azioni messe in campo, è riuscito a promuovere un risparmio energetico (biogas, fotovoltaico, illuminazione comunale, ecc.) unico in Italia. Interessante anche l'intervento di Giovanni Maioli della Rete dei Comuni Solidali su come la Locride sia riuscita a trovare un modo di dare una mano all'annosa questione dell'emergenza profughi avendone anche un utile economico. Sono ormai molti i comuni del territorio che mettono a disposizione le loro case vuote per sei mesi prendendo i contributi ministeriali e impegnandosi a far fare agli immigrati un percorso formativo, sia nello studio della lingua italiana sia nell'apprendimento di un lavoro. Il modo giusto per evitare la microcriminalità. Tra le tante curiosità di “Ecofuturo” segnaliamo la yurta mongola, casa per mobile usata dai popoli nomadi, in versione moderna realizzata in lana di pecora sarda e bambagia in doppio strato, con un grande lucernaio in plexiglas, una tensostruttura calda d'inverno e fresca d'estate, che non ha niente da invidiare ad una casa vera, una sorta di Rolls Royce delle tende, con pavimento in legno e porta con i doppi vetri. E' la chicca del villaggio ecologico costruito ad Alcatraz.