Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Crisi, Cna detta la ricetta: "Meno tasse per i piccoli imprenditori"

Dibattito pubblico al Beniamino Ubaldi. Si punta anche su turismo e cultura: le proposte inviate ai candidati a sindaco

Roberto Minelli
  • a
  • a
  • a

Anche la Cna (Confederazione nazionale per l'Artigianato e piccole e medie imprese) è intervenuta per avanzare proposte ed idee progettuali da adottare per far fronte alla situazione di crisi economica e sociale che non sembra allentare la presa. Le proposte uscite dal dibattito pubblico all'hotel Beniamino Ubaldi, saranno poi sottoposte all'attenzione dei candidati sindaco ed in seguito all'amministrazione comunale. “Non è giusto che un bene di prima necessità, un luogo ed uno strumento di lavoro, la bottega artigiana, che produce reddito per noi e per la comunità, sia catalogato ‘bene di lusso' e tassato con un'aliquota per una seconda casa - ha esordito il rappresentante Cna Umbria Fabiano Coletti affiancato dal portavoce locale Stefano Pierotti - ci impegneremo perché venga fatta una distinzione chiara e netta. Orienteremo il nostro impegno anche per tutelare i capannoni industriali. Richiederemo la differenziazione delle aliquote tra casa, laboratorio artigianale e capannone industriale circa la Tasi, questo perché è ovvio che i rifiuti prodotti dalle tre realtà sono diversi e comportano quindi una diversa spesa per lo smaltimento. Occorre una giusta redistribuzione, non è possibile che le aziende debbano pagare sia la ‘nettezza urbana' che lo smaltimento di ‘rifiuti speciali'. Per i capannoni richiederemo che l'aliquota sia portata all'8,6 per mille. Ed una redistribuzione al 50% dei costi di smaltimento tra utenze domestiche e non. Ma non occorre - ha proseguito Coletti - solo tagliare, cercheremo di attivare premi per le realtà che introdurranno la differenziata, che sarà quindi implementata creando posti di lavoro sul territorio e riducendo i costi di servizio e le tassazioni. Sarà necessario attivare un costante dialogo con l'amministrazione. Con il passaggio dall'Ici, all'Imu e alla Tasi quest'anno, le aziende si sono viste triplicare le tasse, passando da una prima imposta media di 290 fino all'ultima corrente di oltre 600 euro, fino a toccare in alcuni casi anche i 700. L'attenzione non potrà poi che andare anche in direzione di una maggiore attenzione verso le fasce più deboli, vigileremo perché a tutte le realtà produttive siano imposte le stesse detrazioni Irpef, così che per favorire le prime si impongano tassazioni maggiori sulle piccole realtà. Importante sarà poi lavorare sul marketing, creare un brand univoco, promuovere il territorio dal punto di vista non solo commerciale, ma anche turistico e culturale, date le molte ricchezze presenti. Questo possibile però solo creando una rete comunicativa che vada al di là delle istituzioni, le cui casse comunali sono in sofferenza”.