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Gubbio, stacca a morsi l'orecchio della fidanzata: dura condanna

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Federico Sciurpa
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Quattro anni di reclusione e una provvisionale immediatamente esecutiva. E' questa la condanna emessa nei confronti del 33enne eugubino, Alessio Fiorucci, che il 25 novembre dello scorso anno aveva staccato a morsi parte dell'orecchio destro della fidanzata. Il fatto era accaduto all'interno della vasca idromassaggio del club privé di un locale sulla riviera romagnola a Cattolica. Nella sentenza di condanna, emessa al termine del processo con rito abbreviato, è stata esclusa l'aggravante dei futili motivi, mentre è stata riconosciuta quella dello sfregio permanente. Il macellaio eugubino, difeso dall'avvocato Ubaldo Minelli, era stato inizialmente arrestato e poi i giudici del tribunale di Bologna gli avevano concesso i domiciliari. Il suo legale ha già annunciato che farà ricorso in appello per vedere esclusa l'aggravante dello sfregio permanente. Secondo il legale infatti, i medici dell'ospedale di Assisi, presso cui la donna venne portata, avevano fatto un ottimo lavoro. Ma il gip di Rimini, Vinicio Contarini, ha addirittura fatto delle foto all'orecchio della parte civile in aula, per valutare lui stesso che tipo di danno abbia riportato la donna. Durante l'interrogatorio di garanzia, Fiorucci, aveva parlato della esasperata gelosia della ragazza. Ma lei lo aveva già denunciato per stalking non più di un mese prima a causa di controlli maniacali e persino danneggiamenti nel negozio in cui lei lavorava come commessa. C'erano stati già altri episodi violenti: qualche mese prima l'aveva spintonata e schiaffeggiata. Ma lei - che nel processo si è fatta assistere dall'avvocato Roberto Fiorucci - aveva deciso di dargli una seconda possibilità. Poi l'uscita nel locale in riviera e l'aggressione. Con lui che le aveva staccato a morsi l'orecchio destro. A trovarli era stato il proprietario del locale, avvertito da un altro altro avventore. Lei era in una pozza di lacrime e piangeva, mentre lui le si rivolgeva usando frasi volgari. "Tale sistematica aggressività - aveva scritto il gip nell'ordinanza di custodia cautelare con cui inizialmente aveva disposto per lui il carcere - è eloquente di una relazione improntata a modalità violente e aggressive, facilmente ingravescenti verso forme sempre più violente di lesioni dell'altrui incolumità”.