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Pedopornografia, si allarga l'inchiesta

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Dall'esame dei computer del dipendente comunale emergerebbe il coinvolgimento di altre persone

Roberto Minelli
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E' destinata ad allargarsi l'inchiesta sulla pedopornografia che mercoledì mattina ha portato alla perquisizione degli uffici del Comune di Gubbio e dell'abitazione di un dipendente comunale. L'acquisizione da parte dei carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria presso il tribunale di Perugia di immagini e filmati di sesso in cui comparirebbero dei minori potrebbe essere solo il primo passo di un'indagine destinata a coinvolgere altre persone. Questa almeno è la sensazione, accreditata in ambienti investigativi, che si ricaverebbe da un primo esame del materiale acquisito dagli uomini del tenente colonnello Giovanbattista Mele, in base a un'ordinanza firmata dal pubblico ministero Antonella Duchini. L'avvocato dell'uomo, Luca Maori, ha fatto sapere di non voler rilasciare alcuna dichiarazione o commento sulla vicenda: tutto sarà riferito a tempo debito alle autorità giudiziarie che stanno seguendo l'indagine. Inchiesta che interessa anche la “tracciabilità” dei file trovati nelle memorie dei computer e negli altri supporti. E' proprio seguendo questo genere di approccio che sarebbero emersi collegamenti con altre persone, che potrebbero essere chiamate dagli inquirenti per chiarire la propria posizione. Servizio completo nell'edizione del Corriere dell'Umbria del 25 ottobre