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Scoperte tracce di speleologi del 1499 alla grotta di Monte Cucco

Euro Puletti
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È del 1499 l'attestazione della prima visita alla Grotta di Monte Cucco, la tradizionale gita fuori porta di Pasquetta porta due ricercatori ad una scoperta sensazionale: la sigla e la data della prima esplorazione alla Grotta di Monte Cucco. Lunedì 21 aprile scorso Mirko Berardi ed Elisabetta Carlino hanno fatto quella che potrebbe rivelarsi una sensazionale scoperta. Durante un'esplorazione all'interno del ramo turistico della Grotta di Monte Cucco, infatti, i due ricercatori hanno localizzato un'iscrizione rimasta ignorata per, forse, più di mezzo millennio. Come spiega Berardi, presidente del Gruppo Speleologico C.a.i. Gubbio Buio Verticale, “la scritta si trova lungo il percorso seguito dai primi esploratori, ma su di un punto così tanto stretto da costringere ad avanzare a capo chino e, quindi, proprio a causa di questo accidente topografico, essa potrebbe essere stata ignorata per secoli e secoli... Osservando bene, si possono leggere una F (o, in seconda ipotesi, una croce) ed una A, seguite dalla data, ben decifrabile, 1499. “L'iscrizione - dice l'esperta in paleografia Elisabetta Carlino- è in stile gotico, tipico dell'epoca, come testimoniano la forma della F e della A”. Ma non finisce qui. Mirko Berardi ed Elisabetta Carlino sono, infatti, riusciti a decrittare anche altre iscrizioni del 1500, con nuove belle sorprese, come il ritrovamento della data e firma “Adi 22 ... 1555 Adromando” (Adromando Ghigi da Costacciaro fu soldato di Carlo V nelle Fiandre), poi, un'ancora precedente e più sibillina frase: “Andarai a passi 300” / “Adì 18 de novembre 1551” (il cui autore fu, probabilmente, il militare fabrianese Lodovico Santacroce)... mentre, poco oltre, è spuntato, come per magia, anche il nome, purtroppo piuttosto sbiadito (e preceduto da un'abbreviazione, forse “beato”), d'un enigmatico “Francesco da Gubbio”. Si avanzano già alcune suggestive ipotesi sul nome ed il cognome celati dietro il digramma F.A.