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I Distretti del cibo arrivano in Umbria

Un nuovo modello di sviluppo per l'agroalimentare

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“ Uno strumento strategico per sostenere e rilanciare il patrimonio agricolo locale”
“Anche in Umbria arrivano i Distretti del cibo. Un obiettivo che abbiamo perseguito con determinazione, in quanto espressione della strategia di crescita che esalta l’identità e la qualità della nostra terra”. È quanto comunica l’Assessore alle Politiche agricole e agroalimentari della Regione, Roberto Morroni, ripercorrendo le tappe principali del percorso per la costituzione dei Distretti avviato nel 2020 dalla Giunta regionale con la volontà di cogliere una grande opportunità di rilancio per il territorio, aperta dalla legge di bilancio del 2018 e già accolta con favore da altre Regioni italiane, ma fino a questo momento ignorata in Umbria. “Si tratta di un valido strumento, che porta in dote risorse aggiuntive - ha spiegato Morroni - per valorizzare il patrimonio agricolo regionale attraverso il consolidamento e la nascita di sistemi produttivi strettamente collegati alle eccellenze agroalimentari e capaci di fare da traino al processo di transizione verso un nuovo modello di sviluppo all’insegna della sostenibilità e della salvaguardia della biodiversità. Un modello che sappia far leva sulla genuinità dei prodotti e sulla forza data dall’aggregazione tra le imprese”. Il riconoscimento della Regione, e il conseguente inserimento nell’elenco del Ministero delle Politiche Agricole, dei primi due distretti costituiti in Umbria è arrivato proprio a ridosso del 18 giugno scorso, in occasione della Giornata nazionale dedicata ai Distretti del Cibo, che “fungono da ‘trampolino di lancio’ - ha aggiunto l’assessore - per imprese, istituzioni, comunità locali, Gal, capaci di leggere e interpretare i cambiamenti in atto”. Ad annunciarne la nascita, insieme a Roberto Morroni, sono stati i vertici del Gal - Gruppo di azione locale Trasimeno Orvietano, soggetto promotore di entrambi i distretti: Gionni Moscetti, Presidente del Gal Trasimeno-Orvietano e del Distretto del Cibo Sud-Ovest Orvietano; Romeo Pippi, Presidente del Distretto del Cibo Trasimeno-Corcianese; Francesca Caproni, Direttore Gal Trasimeno-Orvietano, che cura il coordinamento. Alla conferenza stampa, organizzata a Palazzo Donini lo scorso 29 giugno, hanno preso parte anche il Sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e alcuni imprenditori della zona quali Dominga Cotarella, Roberto Berioli e Riccardo Prudenzi, dei quali questi ultimi due, tra l’altro, consiglieri dei distretti, rispettivamente, Trasimeno-Corcianese e Sud Ovest Orvietano. “Il lavoro di animazione, che coinvolge già un’ottantina di aziende e attira l’interesse di un’altra settantina, proseguirà per estendere questa esperienza in altre realtà regionali - ha dichiarato Morroni nel corso della presentazione - intanto, plaudiamo a un’ottima partenza”, che secondo i vertici del Gal è stata il risultato di una interlocuzione diretta con le aziende, iniziata durante l’emergenza pandemica, e di un grande lavoro di squadra con le imprese e le istituzioni. 


Da distretti rurali a sistemi associativi multisettoriali
Il quadro normativo
 
I Distretti del cibo sono stati istituiti con la Legge 205 del 27 dicembre 2017, che ha modificato il Decreto legislativo n. 228 del 18 maggio 2001, per ridare slancio alle precedenti esperienze dei distretti rurali. Sono definiti quali sistemi produttivi territoriali di tipo aggregante, funzionali a perseguire la crescita economica, la coesione e l’integrazione di attività locali, del comparto primario e non, caratterizzate da prossimità fisica, e l’inclusione sociale. Ulteriori obiettivi sono la sicurezza alimentare, la diminuzione dell'impatto ambientale dei processi produttivi, la riduzione dello spreco, e la tutela del paesaggio rurale. La definizione delle disposizioni attuative e il riconoscimento dei Distretti compete alle Regioni. Quelli riconosciuti, vengono iscritti al Registro nazionale dei Distretti del Cibo presso il Ministero delle Politiche agricole. Sono sette le tipologie di Distretti che possono ottenere il riconoscimento in Umbria: i distretti rurali (DIR) e i distretti agroalimentari di qualità (DAQ) già riconosciuti alla data di entrata in vigore della Legge 27 dicembre 2017, n. 205; i distretti di filiera (DIF; i distretti di produzioni certificate (DIPC); i distretti di aree urbane o periurbane (DAU); i distretti di attività di prossimità (DAP); i biodistretti e distretti biologici (DIB).

I primi due distretti umbri nascono dal Gal Trasimeno-Orvietano
Sono quelli del Trasimeno-Corcianese e del Sud Ovest Orvietano

Il Distretto del Cibo Agroalimentare delle Produzioni Certificate e Tutelate dell’Area Trasimeno-Corcianese ha sede a Città della Pieve e comprende i territori di nove Comuni (Castiglione del Lago, Città della Pieve, Corciano, Magione, Paciano, Panicale, Passignano sul Trasimeno., Piegaro, Tuoro sul Trasimeno).
Il Distretto del Cibo Agroalimentare delle Produzioni Certificate e Tutelate dell’Area Sud Ovest Orvietano ha sede in Orvieto, e comprende i territori di 15 Comuni in forma di interregionalità tra Umbria e Lazio (Allerona, Baschi, Castel Viscardo, Castel Giorgio, Castiglione in Teverina, Fabro, Ficulle, Orvieto, Montecchio, Monteleone d’Orvieto, Montegabbione, Parrano, Porano, San Venanzo, Todi). 
I due Distretti sono stati fondati in forma di Associazione con atto pubblico il 24 gennaio scorso, dopo un periodo di animazione di quasi un anno, e oggi assumono entrambi la forma di Distretto di Produzioni Certificate (DIPC) ai sensi della lettera d) paragrafo 3 dell’allegato A alla D.G.R. 522/2022.

La via per i Distretti del cibo 
Procedure per costituzione e riconoscimento

La costituzione di un Distretto del cibo parte dall’individuazione di un soggetto proponente che, dopo aver ricevuto un mandato da parte di altri soggetti partner aderenti al distretto, presenta alla Regione domanda per il riconoscimento e ne gestisce i rapporti con la pubblica amministrazione, assumendone il ruolo di referente per l’esecuzione del piano di attività. Possono essere soggetti proponenti del Distretto, purché aventi sede legale e operativa nel territorio regionale, le organizzazioni di rappresentanza agricole e agroindustriali; quelle dei produttori; i consorzi di tutela, le cooperative e associazioni di imprese per le produzioni DOP/IGP; i gruppi di azione locale; gli enti locali. Possono essere partner, le imprese agricole; quelle di trasformazione, commercializzazione e distribuzione di prodotti agricoli e agroalimentari; le reti di impresa; gli enti di ricerca e l’Università; tutti gli enti e le associazioni, di tipo pubblico o privato, che svolgono attività nell'ambito della promozione, della ricerca e dell'innovazione finalizzate al comparto primario. L’istruttoria dell’istanza di riconoscimento spetta al Servizio “Sviluppo rurale e programmazione attività agricole, garanzia delle produzioni e controlli” dell’Assessorato all’Agricoltura che, con il supporto di una Commissione tecnica di valutazione, verifica l’atto costitutivo, lo statuto e il possesso dei requisiti. 

Umbria
Già pervenute quattro richieste 

La Regione Umbria, tramite la D.G.R. n. 157 dell’11 marzo 2020 modificata con la D.G.R. n. 522 del 27 maggio 2022, ha approvato le norme e procedure per l’identificazione dei Distretti del cibo, nell’ottica di favorire la formazione di sistemi associativi e multisettoriali in grado di esercitare un’azione più ampia rispetto a quella già messa in atto dalle associazioni di rappresentanza agricole e agroindustriali, dalle organizzazioni dei produttori e dai consorzi di tutela delle produzioni DOP/IGP. Sono già in fase di valutazione presso gli uffici regionali quattro richieste di riconoscimento.