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L'evoluzione della fabbrica delle “confezioni”

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Qualche anno fa, durante la convention che la Brunello Cucinelli effettuava con tutti i collaboratori interni ed esterni, l’esimio Brunello raccontava quanto importante fosse tenere un atteggiamento etico di assoluta protezione e rispetto dei dipendenti, menzionando un invito che ricevette per l’inaugurazione di una azienda “bella, grande, tutte macchine nuove ma tanta luce c’era solo nell’ufficio della Direzione, grazie a grandi vetrate presenti solo in quella parte dell’azienda”….. il riferimento era a Sartoria Eugubina.

Al di là del simpatica dichiarazione che non voleva essere accusatoria dato che l’azienda citata era  nuova ed aveva rispettato  tutte le indicazioni  imposte dalla legge,  questa stimolante dichiarazione  aveva  messo in moto un meccanismo di autovalutazione su quanto si era realizzato nel progettare e nel costruire l’azienda Sartoria Eugubina. 

Ebbene, pur essendo stati attenti a rendere arioso ed anche luminoso l’ambiente lavorativo, considerando i limiti strutturali dell’opificio dove l’azienda era  sorta, forse ci si era preoccupati più che altro degli  aspetti tecnici ed organizzativi. Non era risultato prioritario curare i fattori ambientali finalizzati alla ricerca di una eccellente qualità dell’ambiente lavorativo.

Nel corso del 2020 nel rispetto dei budget non illimitati, si è deciso infatti di reinvestire in maniera massiccia proprio sulla qualità dell’ambiente produttivo.  Nel rispetto della filosofia green, si è pensato di dover rendere gradevole il clima interno all’opificio, optando per un innovativo sistema di raffreddamento che con un consumo minimo di energia elettrica ci ha permesso di vivere la fase critica dei mesi di giugno, luglio ed agosto in condizioni davvero piacevoli quanto a temperatura ed umidità  interne.  Così per il periodo invernale per il quale si è realizzato un sistema di riscaldamento ad induzione che senza movimento di masse d’aria calda e sempre con consumi ridotti, interpreta al meglio quella filosofia green tanto in voga.

Altro intervento avente la stessa finalità di eliminare elementi di disturbo, è stato il montaggio di filtri protettivi per ridurre la  forte esposizione solare che determinava problemi di eccessivo irraggiamento in alcune ore del giorno. 

Il tutto sempre con la finalità di voler vivere l’azienda in condizioni di totale sicurezza oltre che di gradevole sensazione di benessere psico-fisico.

Il riferimento al modello di Cucinelli vale perché la sua azienda è equiparabile ad una beauty farm di lusso  quanto ad igiene, condizioni climatiche e luminosità. Fattori questi che predispongono chi deve trascorrere buona parte della sua vita in azienda, a trovare gradevole la mattina l’idea dell’andare al lavoro.

La filosofia che in Sartoria Eugubina si è voluta perseguire sin dalla sua nascita, è proprio quella di creare un habitat lavorativo stimolante, in grado di far percepire che sono passati i tempi in cui l’azienda di confezione era spesse volte considerata l’ultima spiaggia per i giovani che volevano entrare  nel mondo del lavoro. Garage, fondo scale, capannoni nati per l’agricoltura poi convertiti, erano i locali solitamente utilizzati per cucire. 

E’ chiaro che nell’immaginario delle famiglie, l’idea che i propri figli finissero a lavorare in quelle realtà, era davvero poco motivante.

Ora si parla di aziende che hanno un ciclo completo di lavorazione dove si parte dalle aree di progettazione per arrivare a consegnare a New York piuttosto che a Dubai produzioni che finiscono nei negozi più blasonati. E questo in ambienti sicuri e vivibili in condizioni di totale serenità.

Sartoria Eugubina oggi è questo.