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Terni, bomba d'acqua ad Avigliano, Castel dell'Aquila, Montecastrilli, Amelia: pesante il bilancio dei danni

Giorgio Palenga
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Maltempo in provincia di Terni: mezzo metro d’acqua caduta in un paio d’ore per la bomba d'acqua che ha investito il territorio di Avigliano Umbro, Castel dell'Aquila e Montecastrilli nel tardo pomeriggio-sera di lunedì 8 giugno 2020. (Leggi la testimonianza di una delle persone salvate dai vigili del fuoco ad Amelia) Il sindaco di Avigliano Umbro, Luciano Conti, è ancora incredulo: “Non avevo mai visto nulla del genere in vita mia”. Gli operai del suo Comune hanno ripulito le strade, riaperte ormai nella loro totalità, a parte qualche piccola frana ancora presente sui viottoli di campagna. “E’ stata una mazzata per le attività economiche che già erano state ferme per oltre due mesi durante il lockdown. Ma anche stavolta - prosegue Conti - sapremo rialzarci. Con l’aiuto dei volontari abbiamo riaperto il 90 per cento delle aziende. Ma molte hanno ripreso l’attività in forma ridotta. Allagati anche bar e negozi, così come molti impianti sportivi. Accanto alle mura crollate c’è una casa inagibile che per fortuna è disabitata. Ma un’altra famiglia, che risiede nelle vicinanze, ha preferito trasferirsi altrove a casa di parenti”. Danni anche all’agricoltura, agli allevamenti e c’è chi ha perso fino a 400 quintali di legname trascinato via dalla corrente. Chiusa anche la centrale a biomasse con gli impianti elettrici finiti sott’acqua. Al lavoro il consorzio di bonifica Tevere-Nera che, come ricorda il presidente, Massimo Manni, “sta procedendo alla pulizia dei corsi d’acqua esondati e ancora pieni di detriti”. In allerta pure il Comune di Amelia. “Dalle prime ore di ieri mattina - ricorda l’assessore Avio Proietti Scorsoni - i nostri operai si sono mobilitati per riaprire tutte le strade interessate dal nubifragio”. “Imprese, attività e famiglie in ginocchio. Ora non bisogna lasciare nessuno solo”. Così Daniele Marcelli, capogruppo di minoranza Avigliano Umbro. “Abitazioni fortemente danneggiate a Sismano, interi locali e capannoni allagati e pieni di limo nella zona industriale di Avigliano, mezzi leggeri e pesanti da buttare via, campi sportivi scoperchiati o distrutti, le mura del nostro paese crollate, agricoltori e allevatori che hanno visto azzerati i risultati di anni di lavoro. Deve essere riconosciuta a livello regionale la situazione drammatica che stiamo vivendo e - afferma - servono aiuti concreti e subito”. Anche la Fumu, azienda di mobili per ufficio di Castel dell'Aquila, traccia un bilancio pesantissimo. “I danni - spiega Gianluca Secondi, figlio di uno dei titolari della ditta - sono incalcolabili. Stiamo raccogliendo il fango. Pensare che dopo l'emergenza sanitaria il mese di maggio è stato quello in cui abbiamo fatturato di più. Ora di nuovo fermi insieme ai 18 dipendenti. L'acqua ci ha portato via tutto. All'interno dei capannoni oltre al fango anche tronchi di alberi trascinati dal torrente d'acqua. Dobbiamo ricomprare i macchinari e ricominciare da capo. Prima di settembre non credo che ce la faremo a ripartire”. Danni anche al campo di calcio e da tennis di Castel dell'Aquila che al momento restano sono un ricordo. “Non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa così grave – dice Mirko Pellegrini, direttore generale della società sportiva Castello calcio 1969 -. Non esiste più nulla. L'acqua ha portato via perfino la recinzione, ora resta solo il fango. Ma ricominceremo”. Invece Emanuele Conti, dell'associazione sportiva Ktc, non riaprirà la palestra a vocabolo Rena di Avigliano Umbro. “La sala pesistica - afferma - è stata distrutta dall'acqua. Siamo riusciti a salvare solo le attrezzature. Erano solo tre anni che l'avevo realizzata e ora non c'è più. Avevamo realizzato un'area all'aperto per riprendere l'attività fisica ed anche questa è stata spazzata via dall'acqua. Danni per oltre 20 mila euro. Non riaprirò e le attività torneranno a svolgersi nella palestra comunale. Mi dispiace, ma ormai è andato tutto perso”.