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Coronavirus, truffe sul web: denunciati altri 14 imprenditori in tutta Italia per frode in commercio

Mauro Barzagna
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Rischiano fino a due anni di reclusione i 14 imprenditori denunciati in varie regioni italiane e identificati dalla guardia di finanza di Torino, che ha scoperto una serie di truffe attraverso siti internet. Prodotti spacciati per rimedi miracolosi contro il Coronavirus e venduti a prezzi folli venivano proposti sul web, approfittando della psicosi che si è ormai diffusa in Italia a prescindere dalle zone di contagio già individuate. Oltre a materiale di largo consumo come le mascherine, la truffa aveva per oggetto tute, guanti protettivi, ionizzatori d'ambiente, prodotti igienizzanti, occhiali, kit vari, facciali filtranti e integratori alimentari. E' salito a 33 il numero dei denunciati per frode in commercio nell'ambito dell'inchiesta coordinata dai magistrati Vincenzo Pacileo e Alessandro Aghemo della Procura della Repubblica di Torino. I "furbetti del web" sono stati individuati nelle Torino, Cosenza, Napoli, Foggia, Rimini, Salerno, Caserta, Modena, Cagliari, Campobasso, Mantova e Macerata. Sono 16 le attività economiche coinvolte nell'inchiesta, il loro campo d'azione riguarda i più disparati settori: si tratta di ferramenta, commercio di detersivi, autoricambi, coltivatori diretti e allevatori di bestiame, venditori porta a porta e profumerie. Rischiano pene severissime, sanzioni pecuniarie, confisca del profitto ottenuto, revoca delle licenze, sino al divieto di partecipare ad applati banditi dalla Pubblica amministrazione