Solidarietà: solo per casi eccezionali?

Solidarietà: solo per casi eccezionali?

26.11.2013 - 11:03

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Ormai la storia recente ci dimostra e ci insegna che la popolazione italiana sa essere molto solidale quando ce n’è bisogno.E’ sul bisogno che spesso mi interrogo. Sembra che le importanti azioni di solidarietà, come anche quelle di volontariato, siano impiegate nelle circostanze eccezionali o estreme. Quando accadono eventi terribili, che purtroppo sono capaci di mettere in ginocchio intere aree geografiche, situazioni familiari o personali, oppure quando si devono gestire avvenimenti quali cataclismi naturali, terremoti, inondazioni, alluvioni e così via  o altrettanto fallimenti, divorzi, malattie, lutti etc., allora scendono in campo le attenzioni di tanti, se non di tutti e ci si avvia alla ricerca dell'essere utili a qualcuno, a qualcosa o ad una causa nobile per cui valga la pena spendersi. Perché si aspetta la circostanza in cui valga la pena adoperarsi? Quanto sarebbe diverso se la solidarietà fosse cosa normale, se il volontariato fosse all'ordine del giorno, semplicemente perché ci si accorge dei bisogni dell’altro, senza aspettare che questo sia ormai a terra a causa di forze maggiori che sovrastano la sua volontà. Vorrebbe dire che si hanno occhi aperti alle necessità altrui e dunque, finalmente, lo sguardo piuttosto che essere rivolto solo verso se stessi sarebbe orientato anche all'esterno. Se così fosse per tutti, nessuno resterebbe senza aiuto. Impensabile credere di essere autosufficienti e non aver bisogno dell'altro e della sua solidarietà. L'altro non è un nemico o un avversario da distruggere per farsi posto, ma colui grazie al quale si capisce la propria identità e per mezzo del quale si supera la solitudine e l'egoismo. 

Il mondo dei giovani è sempre più attratto da situazioni di missionarietà e solidarietà, inoltre, nel campo del volontariato spesso dà il meglio di sé. Ciò che dobbiamo superare è l'attesa dell'evento straordinario per accorgerci dell'aiuto che possiamo offrire ogni giorno, come anche la tentazione di strumentalizzare luoghi di sofferenza per la visibilità personale. Sempre, possiamo e dovremmo manifestare all’altro la vicinanza necessaria affinché si senta accompagnato nel cammino della vita e scopra la bellezza dello scambio gratuito di doni e di risorse, facendo diventare sostanza il costruire nella comunione degli intenti.

La solidarietà contribuisce a realizzare l’individuo, è un grande limite relegarla all’eccezionalità. Che grandezza se fosse normale!

Frate minore cappuccino

o altrettanto fallimenti, divorzi, malattie, lutti etc., allora scendono in campo le attenzioni di tanti, se non di tutti e ci si avvia alla ricerca dell'essere utili a qualcuno, a qualcosa o ad una causa nobile per cui valga la pena spendersi. Perché si aspetta la circostanza in cui valga la pena adoperarsi? Quanto sarebbe diverso se la solidarietà fosse cosa normale, se il volontariato fosse all'ordine del giorno, semplicemente perché ci si accorge dei bisogni dell’altro, senza aspettare che questo sia ormai a terra a causa di forze maggiori che sovrastano la sua volontà. Vorrebbe dire che si hanno occhi aperti alle necessità altrui e dunque, finalmente, lo sguardo piuttosto che essere rivolto solo verso se stessi sarebbe orientato anche all'esterno. Se così fosse per tutti, nessuno resterebbe senza aiuto. Impensabile credere di essere autosufficienti e non aver bisogno dell'altro e della sua solidarietà. L'altro non è un nemico o un avversario da distruggere per farsi posto, ma colui grazie al quale si capisce la propria identità e per mezzo del quale si supera la solitudine e l'egoismo. 
Il mondo dei giovani è sempre più attratto da situazioni di missionarietà e solidarietà, inoltre, nel campo del volontariato spesso dà il meglio di sé. Ciò che dobbiamo superare è l'attesa dell'evento straordinario per accorgerci dell'aiuto che possiamo offrire ogni giorno, come anche la tentazione di strumentalizzare luoghi di sofferenza per la visibilità personale. Sempre, possiamo e dovremmo manifestare all’altro la vicinanza necessaria affinché si senta accompagnato nel cammino della vita e scopra la bellezza dello scambio gratuito di doni e di risorse, facendo diventare sostanza il costruire nella comunione degli intenti.
La solidarietà contribuisce a realizzare l’individuo, è un grande limite relegarla all’eccezionalità. Che grandezza se fosse normale!
[FIRMAPIEDE]Antonio Tofanelli 
<CF90>Frate minore cappuccinoo altrettanto fallimenti, divorzi, malattie, lutti etc., allora scendono in campo le attenzioni di tanti, se non di tutti e ci si avvia alla ricerca dell'essere utili a qualcuno, a qualcosa o ad una causa nobile per cui valga la pena spendersi. Perché si aspetta la circostanza in cui valga la pena adoperarsi? Quanto sarebbe diverso se la solidarietà fosse cosa normale, se il volontariato fosse all'ordine del giorno, semplicemente perché ci si accorge dei bisogni dell’altro, senza aspettare che questo sia ormai a terra a causa di forze maggiori che sovrastano la sua volontà. Vorrebbe dire che si hanno occhi aperti alle necessità altrui e dunque, finalmente, lo sguardo piuttosto che essere rivolto solo verso se stessi sarebbe orientato anche all'esterno. Se così fosse per tutti, nessuno resterebbe senza aiuto. Impensabile credere di essere autosufficienti e non aver bisogno dell'altro e della sua solidarietà. L'altro non è un nemico o un avversario da distruggere per farsi posto, ma colui grazie al quale si capisce la propria identità e per mezzo del quale si supera la solitudine e l'egoismo. Il mondo dei giovani è sempre più attratto da situazioni di missionarietà e solidarietà, inoltre, nel campo del volontariato spesso dà il meglio di sé. Ciò che dobbiamo superare è l'attesa dell'evento straordinario per accorgerci dell'aiuto che possiamo offrire ogni giorno, come anche la tentazione di strumentalizzare luoghi di sofferenza per la visibilità personale. Sempre, possiamo e dovremmo manifestare all’altro la vicinanza necessaria affinché si senta accompagnato nel cammino della vita e scopra la bellezza dello scambio gratuito di doni e di risorse, facendo diventare sostanza il costruire nella comunione degli intenti.La solidarietà contribuisce a realizzare l’individuo, è un grande limite relegarla all’eccezionalità. Che grandezza se fosse normale![FIRMAPIEDE]Antonio Tofanelli <CF90>Frate minore cappuccino

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