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Il corpo nel mondo dello sport

Mauro Barzagna
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Esiste forse qualcosa di più fotogenico dello sport? Provateci, soprattutto se non siete dei professionisti del settore: provate ad andare al primo evento sportivo che vi capita e scattate qualche foto. Riguardando gli istanti appena immortalati vi apparirà tutto sotto un filtro epico. Qualunque piccola minuzia o gesta compiuta anche dal più scarso atleta del pianeta, vi sembrerà azione da praticante esperto se la osserverete attraverso una macchina fotografica. Forse solo il teatro è altrettanto adatto alla fotografia quanto lo è lo sport. E non è un caso. Infatti si tratta per entrambe, sport e teatro, di attività umane che richiedo un ingente presenza scenica e un impegnativo controllo del proprio corpo. È proprio questo uno dei pilastri fondanti dell'attività sportiva. La gestione delle movenze del proprio corpo è questione cruciale in tutte le discipline sportive, sia in quelle dove addirittura il fine stesso delle gare coincide con l'impegno per l'estetica, pensiamo ad esempio al pattinaggio o alla ginnastica artistica, e sia laddove si è più sporchi e rudi nei movimenti, ma dove di certo il controllo e la precisione non possono venire meno, si veda il calcio stesso o il basket. Si potrebbe quindi quasi affermare che lo sport sia la quintessenza del corpo, che solo lo sport ci può davvero rendere capaci di dominare la macchina nella quale risiede la nostra anima. D'altronde lo sport, nella sua varietà, ci insegna tanto ad essere meticolosi, fermi e concentrati in ciò che facciamo, quanto a liberare a modi bomba tutte le energie che abbiamo in corpo, unendo questi estremi in delle gesta che hanno la necessità di conciliare queste diversità. Il saltatore in lungo per dire deve essere tanto esplosivo nel salto quanto abile nel controllarsi in volo. Nella pallacanestro serve di certo essere potenti per penetrare in una difesa ben schierata, ma è tutto vano se non si ha la capacità per appoggiare con un tocco delicato la palla al ferro. Lo sport ti costringe ad allenare in più direzioni il tuo corpo, migliorando le tue capacità percettive, ancor prima che quelle fisiche. Inoltre non si può passare sopra alla questione alimentare, già qualche volta affrontata. Fare sport vuol dire saper mangiare nel modo migliore per il proprio organismo, capendo davvero come gestirsi. È questo il grande dono che lo sport fa a chi lo pratica, ci aiuta a migliorarci, a conoscersi e a spingersi oltre; ci insegna che la bellezza coincide spesso con l'efficacia, che il corpo ben posizionato, che si sforza ad essere preciso nel movimento, con più facilità raggiungerà il risultato ambito. Ed è quindi questo uno stimolo per chi pratica sport, poiché soltanto attraverso la dedizione costante verso il proprio fisico, si possono acquisire quegli automatismi essenziali per la pratica sportiva. Più il movimento di tiro, la mossa particolare o l'esecuzione aerobica del caso apparirà bella ai nostri occhi, più essa significherà ben eseguita. La bellezza diventa nello sport quindi cartina tornasole dei nostri miglioramenti. Questa è vera e propria cultura. Lo sport ci tramanda un gusto estetico, un piacere per il bello, insegnandoci che esso non è fine a se stesso. Dostoevskij diceva che “la bellezza salverà il mondo”, e allora direi che in questo pianeta tutto ciò che serve si chiama sport.