Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

L'abbigliamento nel mondo dello sport

Giacomo Sintini
  • a
  • a
  • a

Negli ultimi anni gli atleti vengono visti come vere e proprie celebrità. In particolare la loro fama è stata molto ben utilizzata dalle varie industrie di settore che, cogliendo la palla al balzo, li hanno inseriti nella propria squadra facendogli girare spot per la vendita di determinati prodotti. La potenza mediatica che giorno dopo gli atleti conquistano porta molti di loro parecchio in alto. A detta di molti Emanuel Ginobili, giocatore di basket, se in un certo momento della sua vita si fosse candidato per la presidenza di Bahia Blanca, città argentina che gli ha dato i natali, avrebbe vinto con la stragrande maggioranza. Stessa cosa per un altro atleta argentino, il tennista Juan Martin Del Potro, che a Tandil è venerato e amato da tutti. Lo sport è diventato sempre più un azienda. È quindi diventato obbligatorio per le associazioni sportive e le marche di abbigliamento più accreditate stare attente a come i propri front-man si mostrano in pubblico. Perché una sciarpa di poco valore, indossata da Cristiano Ronaldo, in questo momento storico diventa oggetto di culto per molti.    A dirla tutta alcuni sportivi si stanno un attimo facendo prendere la mano da questa storia della moda. Negli Usa tra i giocatori di basket professionistico è partita ormai da anni la gara a chi si presenta in conferenza stampa vestito in maniera più strana. Spesso anche attraverso i vestiti o particolari accessori alcuni atleti mandano davanti ai microfoni e alle telecamere messaggi con il linguaggio del corpo ancora prima che con quello delle parole. Uno sportivo che nel dopo gara si presenta con il volto semi-coperto da un cappello chiaramente vuole indicare di essere triste per come sono andate le cose in campo.   Come dicevamo, però, l'abbigliamento nel mondo dello sport è prima di tutto business. E lo sanno bene anche le leghe sportive professionistiche, che con il tempo sono riuscite a creare un vero culto, oltre che un'economia, dietro alle maglie degli atleti. Non esiste ormai sport che non abbia il proprio merchandising relativo alla vendita dei gadget. Facendo leva sul principio di immedesimazione, queste industrie riescono a guadagnare fior fiore di quattrini. D'altronde, chi non vorrebbe giocare a tennis con la racchetta di Roger Federer?   Il classico oggetto di culto sono però le magliette originali usate realmente in campo dai giocatori. Per quelle, appassionati del settore possono anche spendere centinaia di dollari nelle aste a esse dedicate. In conclusione anche dietro il mondo dell'abbigliamento sportivo c'è un vero è proprio universo da scoprire. Ancora una volta emerge chiaro come attraverso lo sport si possano unire diversi settori lavorativi. Lo sport, quindi, anche come unione socio-economica.