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Il logo nel mondo dello sport

Giacomo Sintini
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Rispetto a quello che era ai tempi degli antichi greci, lo sport nel ventunesimo secolo risulta una delle attività più praticate sulla faccia della terra. E non che all'epoca lo sport non fosse seguito. A parte le bighe di Costantino, i giochi olimpici di Atene, intendendoli come punto di ritrovo di persone che si mobilitano tutte per lo stesso avvenimento, sono stati una delle più grandi attrazioni mai create nel mondo antico. Ma quello che avviene adesso è necessariamente qualcosa di più grande. La possibilità di mettere in comunicazione emisferi diversi del globo, permettendo a tutti nello stesso momento di assistere al medesimo avvenimento, ha ovviamente allargato il bacino di utenza. Nel mondo in cui viviamo è necessario per qualunque azienda essere riconoscibile per chiunque.  Pensiamo ad esempio alla Nike, una delle più grandi aziende produttrici di abbigliamento sportivo. il mitico logo, pagato solo pochi dollari dal fondatore, oggi è considerato il marchio più riconoscibile al mondo. Cosi potente che non necessita di lettere. Uno sbaffo, che però si fa riconoscere tanto da un tedesco quanto da un indonesiano o da un birmano. Come dicevamo è necessaria questa capacità di farsi identificare tanto per un azienda quanto per una compagnia sportiva. La fama del proprio logo è ovviamente un' importante cartina tornasole del proprio brand. Tra i tanti casi possibili è interessante la storia del marchio del massimo campionato di basket mondiale: la Nba. A livello di business probabilmente la compagnia sportiva con il fatturato più alto. E in generale nel mondo dell'intrattenimento, la pallacanestro americana non è seconda a nessuno. Eppure il loro logo, l'immagine di un cestista che palleggia sbilanciando il corpo elegantemente in diagonale, ha più di qualche ombra. Infatti il ritratto è stilizzato così che non si possa sapere chi sia il giocatore sotto. Teoricamente si potrebbe trattare anche di un disegno realizzato apposta per l'occasione. La foto a cui il logo si rifà è però famosissima e il giocatore in questione è Jerry West. Il punto è però che la Nba non può assolutamente affermare che si tratti del succitato, perché sarebbe costretta, vista la causa legale aperta dal signor West, a sborsare oltre 500 milioni di dollari.  Il logo in generale rappresenta l'identità dell'industria che descrive ed è il primo simbolo che un neofita approccia avvicinandosi ad una determinata lega. A proposito di questo ci sembra giusto chiudere parlando del simbolo sportivo per antonomasia. Il marchio dello sport: i 5 cerchi olimpici. In quell'immagine c'è tutto quello che di più sano lo sport predica. Dall'unione e il gioco di squadra alla globalità e la coesione sociale. Dalla volontà di aiutare, al mettere sullo stesso piano tutti gli umani. Uniti tutti da un solo valore: l'amore per quella bellissima realtà che è lo sport.