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L'inclusione sociale nel mondo dello sport

Felice Fedeli
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Lo sport, tra le varie forme d'arte esistenti, è al primo posto nel inclusione sociale di gruppo. Attraverso l'attività sportiva si può tanto creare alchimia in una comunità di persone quanto riuscire a ristabilire equilibri societari anche a livello storico. Sono molteplici i casi nella storia dello sport in cui una determinata gara, con dentro atleti o nazionali di una certa origine, mettevano in gioco ben più di un semplice medaglia. Talvolta questi momenti sono stati anche luoghi di grande tensione, pensiamo agli scontri tra le squadre americane e russe alle Olimpiadi negli anni di picco dello scontro tra questi due nazioni, altre volte invece soltanto grazie a questi eventi si è potuto avere una riconciliazione.  Questo è esattamente ciò che è successo quest'anno alle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, Sud Corea.  Entrare nel contesto politico, o quanto meno provare a fare un riassunto della situazione, non è cosa di nostra competenza. Ciò di cui invece ci interessa parlare è che, nonostante le grandi divergenze che ormai da decenni dividono Corea del sud e Corea del nord, lo sport è riuscito lì dove nessun compromesso politico era arrivato: riappacificare i due stati.  La cerimonia di apertura dei giochi si è svolta con la tradizionale sfilata, nella quale per la prima volta hanno mosso insieme i passi le due nazioni coreane. Una lacrima è scesa sul volto di molti. La scena, in diretta mondiale, ha aperto il cuore a chiunque abbia assistito.  E come non emozionarsi per una situazione del genere? Per noi amanti dello sport chiaramente è più facile. E lo è perché proprio scene come queste ci ricordano del perché la nostra arte sia magnifica. Perché ancora una volta ci mostra come proprio lo sport, per antonomasia situazione ricreativa, spesso possa essere ben più di un puerile gioco. E lo può essere su molti aspetti nei più diversi contesti. Dal grande, con due nazioni che davanti al mondo si riuniscono, al piccolo campetto di periferia dove ragazzi che potrebbero facilmente finire nelle mani della malavita organizzata si salvano proprio grazie alle associazioni sportive. Il ragazzo emigrante che arriva in una nuova nazione, per essere incluso a livello sociale deve iniziare a conoscere i propri coetanei, deve iniziare a comunicarci. E allora cosa c'è di meglio di quella lingua universale che è lo sport? E che la sfilata di Pyeongchang ci serva per capire ancora una volta l'immensa importanza del mondo dello sport!