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L'allenamento nel mondo dello sport

Mauro Barzagna
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Che il libro “Open”, autobiografia del discusso tennista Andre Agassi, abbia sconvolto anche chi del mondo dello sport non si è mai interessato fino in fondo, è ormai verità assodata. Nell'opera tra i vari temi affrontati c'è quello del maniacale rapporto tra Andre e il padre Mike, il quale fin dalla tenera età inizia il figliolo al gioco della racchetta. Da gioco a ragione di vita il passo per Andre è purtroppo breve e, più il numero di ore passate in campo al giorno aumentano, più in lui nascono dissidi interiori. Celebre, prendendo proprio spunto dal libro, è la frase proferita dal padre: “Se colpisci 2.500 palle al giorno, cioè 17.500 la settimana, cioè un milione di palle l'anno, non potrai che diventare il numero uno”. L'argomento adesso è chiaro: l'importanza dell'allenamento nello sport è cruciale, sia a livello professionistico che amatoriale, ma fin quanto ci si può spingere in là? Quali investimenti spesso gli atleti sono costretti a fare? Come già detto gli allenamenti sono utili ad ogni livello di gioco e non solo sul piano sportivo. Abbiamo già ampiamente parlato della funzione educativa e formativa che ha sui giovani lo sport. Gli allenamenti in questo sono lo specchio riflesso del senso umano di praticare attività sportiva. La ripetitività settimanale, sempre uguale, con stesse routine, stesse attività, potrebbe annoiare il giovane iscritto alla scuola calcio di turno. Lo sport invece insegna fin da piccoli a tutti che è la costanza che paga, che il gioco è composto da più componenti che vanno tutte allenate e che solo grazie alla dedizione e al tempo si può migliorare. Gli allenamenti educano i ragazzi a trovare utilità in ciò che può sembrare fine a se stesso. Ad approfondire e non fermarsi alle apparenze. A capire che la partita è solo il risultato di un processo compiuto nel tempo. Tutte nozioni essenziali per costruire carriere lavorative anche lontano dal mondo dello sport. Non solo il lavoro ma anche come uomini si può crescere capendo ciò che premia nella vita è il metodo e la abnegazione. Per gli atleti professionisti il discorso cambia leggermente. La funzione istruttiva è superata e gli allenamenti diventano questione giornaliera. Per molti in ogni momento dell'anno. Lo sport negli anni di attività richiede impegno totale. Per chi della propria disciplina fa lavoro gli allenamenti sono consolidamento degli automatismi che lo sport richiede. La ripetizione costante dello stesso gesto assottiglia i margini di errore in partita. Ma non li annulla, quello (fortunatamente) è impossibile. Il mondo degli allenamenti è sempre in continua evoluzione e i coach si ingegnano quotidianamente per inventare sempre tecniche nuove. Dai giochi con i computer per allenare la reattività allo studio informatico dei movimenti, ultimante si sta portando sempre più in là i confini di questo mondo. Ciò migliorerà di certo le prestazioni dei nostri atleti. La strada per i professionisti è dura ma per chi riuscirà ad essere costante ci sarà gloria sulla sua strada.