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L'inno nazionale

Giacomo Sintini
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Considerata una delle principali arti esistenti, la musica ha sempre accompagnato la storia degli esseri umani. Dalla preistoria, quando per “arte del suono” si intendevano i rumori emanati dallo sbattere di ossa o dei semplici applausi, che spesso servivano a coprire le urla durante i sacrifici, fino ad arrivare a composizioni moderne come le sinfonie di Beethoven. Gli utilizzi che sono stati fatti della musica sono molteplici probabilmente proprio vista la magnifica capacità che hanno le melodie di colpire i ricettori di piacere del nostro sistema nervoso. Nel corso del XIX e XX secolo con la nascita di molti stati autonomi i vari governi in vigore sentirono la necessità di farsi rappresentare da componimenti musicali. Nasce così a furor di popolo l'idea di Inno nazionale. Trattandosi principalmente di canti patriottici comunemente eseguiti in momenti di unità nazionale dove è necessario creare un collante tra tutti gli individui di uno stato, richiamandoli alla compattezza, gli inni nazionali sono da sempre stati associati allo sport. Quando prima di una gara si odono le incredibili note del proprio inno nazionale, il nostro corpo non può fare a meno di generare enormi quantità di adrenalina. Una smisurata mole di endorfina si riversa negli organi degli atleti chiamati in causa, i quali si ricordano delle vesti che indossano, quelle del combattente che lotta per il proprio impero. C'è qualcosa di certamente atavico negli inni nazionali, come se si trattasse di un segnale di guerra, una sorta di "ora, inizia la battaglia". È inutile nascondere però come ci siano inni più belli di altri. Relativamente al discorso "caricare emotivamente gli atleti" il nostro inno è tra i migliori esistenti. C'è da ricordare come al solito che gli eseguiti prima di incontri ufficiali sono sempre versioni accorciate e rivisitate rispetto agli originali. Stesse cosa accade con il nostro "inno di Mameli" il quale solo di recente, è stato reso ufficiale dopo che nel 46' Alcide De Gasperi lo aveva decretato come "provvisorio". Ogni inno ha una storia a se, ma ce ne sono alcune più memorabili di altre. Nella nostra mente è rimasto memorabile per anni ciò che successe nel 2008 a Pechino, per i giochi olimpici. Inspiegabilmente, in una dimenticata gara di atletica leggera arriva sul gradino più alto del podio un atleta del Trinidad and Tobago. Al momento della premiazione sorge però un problema, ne attraverso la banda ufficiale ne nei computer dell'organizzazione si riusciva a reperire una versione del loro inno nazionale. "eh vabbe…" direte voi, "bastava cercarlo su youtube e il gioco era fatto, però internet in Cina è bloccato per legge. La soluzione? Mettiamo l'inno della pace e festa finita…