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Il tifo: la passione sportiva!

Giacomo Sintini
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La distinta base di quella splendida, pazza, ammirevole arte che è lo sport, è composta principalmente da 2 fattori: l'evento sportivo in campo, il dipinto e gli spettatori, la cornice. Gli spettatori possono avere un ruolo importante quanto quello degli atleti in certi casi. Quando uno spettatore decide di appoggiare una delle due parti, si inizia a parlare di tifo. Il tifo: una condizione umana che, in campo sportivo quanto meno, può essere valutata anche come benefica. Nella cinta delle mura di un palazzetto dello sport, il tifo è senza dubbio il fenomeno sociologico degno di maggiore attenzione. Il tifo è l'immagine della cultura sportiva (e non solo) di un popolo. Oltre che di cultura, è anche la cartina tornasole di un vero e proprio modus vivendi della società. Il tifo con i suoi lati, tanti positivi quanti negativi, merita un approfondimento. Ci sono luoghi dove lo sport è stato elevato a immagine della città e di conseguenza la tifoseria è diventata complice della “divinizzazione” di un singolo atleta, e ci sono zone particolari dove questo termine cade veramente a pennello. Nel 1987 il mondo del calcio si deve fermare e ammirare almeno per un istante il più grande talento della storia del proprio sport, Diego Armando Maradona, che fa vincere al Napoli il primo scudetto della sua storia. Nella città partenopea la festa è totale, è una rivincita sociale prima ancora che sportiva e per i tifosi ancora oggi quella è una data cardine per la loro identità. Un altro luogo che rende sacri gli avvenimenti sportivi è l'Argentina. Un popolo unico che, dopo essere riuscito nella ardua impresa di fare cantare tutto uno stadio di tennis (sport nobile per antonomasia, in cui il silenzio fa parte delle partite stesse) contro Roger Federer e a favore di un loro compatriota, si è aggiudicato a mani basse il premio come miglior sostenitore di sempre! E non che ci fossero tanti dubbi a riguardo, in ogni sport infatti i propri atleti sono incitati fino alla fine, sempre. Al di là del punteggio, al di là delle situazioni. È una questione di cultura sportiva. Il tifo regala emozioni uniche e spesso inenarrabili. L'alternarsi di emozioni forti come la felicità, lo sconcerto e la rabbia, esaltano l'essenza dello sport. Però, parlare solo degli aspetti positivi e edificanti del tifo, esaltandolo a bene assoluto, sarebbe disonesto. La passione sportiva, quella più radicale e accesa, amplificando i meno nobili atteggiamenti umani, rischia spesso di portare anche ad un aumento degli impulsi incontrollati. Non c'è da nascondere che spesso ci si scontra in comportamenti aggressivi e inadeguati, lontani dall'etica dello sport. Su quei atteggiamenti, il vero tifoso, non deve transigere. Modi di fare sregolati devono essere oggetto di radiazioni a vita dal mondo dello sport. Lo sport è un'altra cosa e il vero tifoso lo sa. Il discrimine tra competitività e aggressività è spesso sottile, ma ci deve sempre essere!