Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Lo sport non sport

Mauro Barzagna
  • a
  • a
  • a

Lo scorso giovedì 4 maggio il sito della nostra Associazione Giacomo Sintini (www.associazionegiacomosintini.it) ha ricevuto vari importanti aggiornamenti. L'idea era quella di rinnovare la pagina in modo da renderla il più possibile interattiva per i nostri utenti. Questa esigenza nasce dalla sempre più costante attività degli utenti informatici sui propri siti di riferimento. Non si ha la pretesa di svelare alcun segreto di Fatima a nessuno se si afferma che internet, e più nello specifico tutti gli strumenti tecnologici, siano sempre più presenti in ogni singolo campo della nostra vita: e nello sport? Nello sport la tecnologia si sta sviluppando nel concetto di: Electronic Games, videogiochi competitivi. Per carità, è ineluttabile che anche nel mondo del arbitraggio sportivo la tecnologia stia sempre prendendo piede sempre più. Ma l'idea di uno sport completamente basato sul mondo dei contatti elettrici, risulta sicuramente più stimolante ai fini di una discussione. Anche perché le opinioni a riguardo sono spesso contrastanti. La domanda che assale i più, difensori della patria e non, continua ad essere: “i videogiochi sono uno sport?”. Quella dei “videogiochi competitivi” in varie parti del globo (Stati uniti, Giappone, Corea…) è già affermata come una realtà (reale, non virtuale!). In Italia il fenomeno si sta lentamente, ma inesorabilmente affermando e il Coni ha da poco riconosciuto circa una decina di videogames come sport. I dubbi però continuano a rimanere irrisolti. Per risolvere il quesito potrebbe risultare utile trovare risposta ad una domanda ancor più alla base del dibattito: chiedersi se i videogiochi siano o meno uno sport, porta a doversi prima mettere d'accordo su cosa sia uno sport! Informandoci, rigorosamente su internet, scopriamo che Wikipedia ci indica come sport “l'insieme di attività fisiche effettuate per fini salutistici, formativi e competitivi”. I requisiti sembrano quindi chiari. Dal punto di vista salutare i videogiochi più di altri sport possono rappresentare un importante sviluppo per molte capacità quali riflessi, concentrazione e coordinazione mano-occhio. Se invece si vede l'aspetto formativo della questione, il gioco di squadra, presente e non poco nel mondo videoludico, può indubbiamente aiutare a crescere la propria personalità e migliorare i propri atteggiamenti e rapporti sociali. Infine sul piano competitivo c'è poco da dire: se ci sono in mezzo premi importanti, chi partecipa, “gioca” fino a un certo punto. L'agonismo c'è ed è sano. Dalla descrizione data sembra quindi facilmente sormontato lo scoglio della definizione “Wikipediana” e di conseguenza la diatriba pare avere trovato un suo punto di conciliazione… non proprio. Rimanendo comunque consapevoli che tutti i punti toccati a favore dei videogiochi possono essere discutibili, c'è da fare un'ulteriore ragionamento: al di là della definizione da computer, io credo che lo sport debba avere anche una sua definizione più umana e quindi più sottile e difficile da cogliere. Una visione direi accettata da tutti, è quella dello sport come una sublimazione dell'essenza di vivere. Ed è qui che la strada si apre. Qui ogni uno di noi deve rispondere singolarmente e capire personalmente se i videogiochi, o chi per loro, siano o meno uno sport!