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Per ogni problema c'è una soluzione

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Jack Sintini
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Per la rubrica di lunedì 5 ottobre vorrei parlare di un argomento che sono sicu-ro riguarda molte famiglie come la mia: il ritorno a scuola dei figli. Infatti, anche Carolina è tornata sui banchi di seconda elementare proprio in questi giorni, con lo zainetto carico dei compiti fatti durante le vacanze, storie lette nei libri ben fisse nella memoria, il grembiule lavato e stirato dalla mamma, il tutto condito con un pizzico di emozione. Già, perché ad ogni età, quando inizi a sentire che la sveglia a suona prima la mattina, ti prende quello strano formicolio allo stomaco; diventi impaziente e pensi che rivedrai i tuoi compagni e amici, avrai voglia di raccontare tutto quello che hai fatto durante le vacanze, e avrai voglia di scrivere le tue canzoni preferite sul diario piuttosto che tradurre una versione di latino. E poi, possiamo dircelo, è facile anche sentirsi preoccupati per la fatidica domanda dei professori: "Avete studiato durante l'estate?"… e qui fra castelli di sabbia, partite a beach volley, tornei di biglie e qualche innamoramento sotto la luna d'estate (ma questo vale solo per gli studenti più grandi eh!) potrebbe assalirvi qualche pensiero negativo. E' capitato a tutti di sentirsi preoccupati e pensare: "Li avrò fatti tutti bene i compiti? Piaceranno alla maestra i miei temi". Oppure: "Io la tabellina del 7 proprio non me la ricordo" e "Come era quella storia di Pitagora?", poi salendo verso le scuole superiori: "Per me di Alessandro Magno ce n'è uno solo, gioca a pallavolo con la Sir Safety Perugia" (parlo di Aleksandar Atanasijevic, detto Magnum) e ancora "Ma che mi serve la trigonometria, è uno scioglilingua!" Eppure un giorno, sempre seduti su quei banchi che possono andarvi stretti, scoprirete che, ad esempio, chi ha inventato Facebook l'ha fatto usando una formula di programmazione non troppo diversa da quella che vedete sulla lavagna, e che Alessandro Magno per primo si è innamorato di luoghi e città dove ora sognate di andare in vacanza. Da quel momento potrete iniziare a capire che la storia, la letteratura, come la matematica e la fisica, sono più vicini a voi di quanto possiate immaginare e magari scoprirete il gusto di saperne sempre di più e la curiosità di andare in fondo ad ogni nuova scoperta. Non sono un professore e non ho le carte per dare lezioni, ma posso dare qualche suggerimento, e proprio perché non sono un prof posso affermare che se apprendere fa rima con crescere, fa rima anche con sbagliare. Già perché quello che noto sempre più spesso nei ragazzi che mi capita di incontrare è che hanno paura di sbagliare, di commettere errori, di ricevere giudizi negativi. So bene come ci si sente, potete immaginare quanti prof mi hanno rimproverato, e quanti allenatori mi hanno gridato dalla panchina perché non stavo giocando come avrei dovuto. Poi un giorno ho capito quale era l'atteggiamento giusto e ho capito che nella vita di ciascuno di noi, probabilmente, le sconfitte saranno più delle vittorie, ma che una delusione si dimentica mentre un successo resta impresso nella memoria per sempre. Quindi penso sia importante lavorare per cercare quel successo con passione, tenacia e cocciutaggine. Sbagliare si può e si deve, per crescere e per imparare e non commettere gli stessi errori. Ho imparato che per ogni problema c'è una soluzione, che nessuna vetta è irraggiungibile e che ogni sogno ha la sua dose di realtà. Questa scintilla di realtà è già dentro di noi, è la forza che ci fa alzare la mattina con uno scopo, che ci fa credere nell'impossibile e ci sprona a renderlo alla nostra portata. [email protected]