Patrizia Brutti ricorda l'ingegno di Piazzoli: "Fondazione sull'isola"

Perugia

Patrizia Brutti ricorda l'ingegno di Piazzoli: "Fondazione sull'isola"

13.08.2014 - 17:04

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Comincia dalla fine, raccontando del suo rapporto con Sergio Piazzoli che per lei non è stato mai Sergino, ma solo e sempre Sergio. "Non so perché, potrei costruirci complicate teorie, che vanno dal rispetto all'intuizione delle sue capacità". Patrizia Brutti e Piazzoli si sono conosciuti nel 1984, quando lei era da poco dirigente alla cultura al Comune di Perugia.

"E' stato il primo dei ragazzi dell'Arci con il quale ho lavorato, sia pure con ruoli diversi, per più di 25 anni. All'inizio portava i manifesti alle affissioni e i biglietti alla Siae per i vari organizzatori di concerti che passavano per il Morlacchi. Ma ben presto si propose come organizzatore di spettacoli di qualità e raffinatezza, fino a diventare promotore di eventi unici e irripetibili . Capitava in ufficio verso l'una del giorno, come tutti gli uomini di spettacolo si svegliava tardi. Percorreva il corridoio fermandosi sulla porta di qualche ufficio e raccontava barzellette . Poi entrava nella mia stanza , si metteva a sedere e come per magia cominciava a fantasticare, a creare e discutendo nascevano grandi progetti. Ne voglio ricordare alcuni tra i meno noti: "Souvenir" al Frontone, alla fine degli anni '80 , dove portò Brachetti, ancora sconosciuto e il grande vecchio poeta Leo Ferrè, il meraviglioso concerto del 29 settembre dedicato a Battisti, con tutti i vecchi complessi perugini degli anni Settanta. Non posso non citare, insieme alla rassegna della Canzone d'Autore e a "Comico d'Inverno" o a "Pik Up" e agli eventi estivi di villa Fidelia, i concerti di Capodanno, la scommessa di una sera particolare che contagiò tanti perugini di tutti i ceti sociali e i tanti stranieri, in un frenetico ballo per le vie del Centro"
Quando Patrizia Brutti, nel 2001, è passata dalla Cultura ai Servizi sociali, spesso Sergino si spingeva fino a via Scarlatti per portargli dei cd con le sue ultime scoperte musicali o magari per farle vedere una foto di Leo Ferrè che sembrava cogliere la luna, scattata tanti anni prima da Mimmo Rossi durante Souvenir. "Quelle visite" ricorda ancora la Brutti "erano un'occasione per parlare dei suoi progetti, delle sue insoddisfazioni e delle sue difficoltà. Perché Sergio ha incontrato anche tante incomprensioni e delusioni. La nostra amicizia si è rinsaldata quando sono andata in pensione. Una volta al mese ci ritrovavamo di fronte al un piatto di pollo all'arrabbiata "Da Sergio" a parlare di noi, della musica, qualche volte di politica. Ultimamente ci univa un nuovo grande amore: il Trasimeno con i suoi silenzi e i suoi splendidi tramonti. Le nostre prospettive erano diverse: lui dal basso, dalla sua amatissima isola , io dall'alto dalla cima di Monte Castiglione, sopra Tuoro".
FONDAZIONE
"Sono molto colpita dalla portata del dibattito che recentemente si è aperto su cosa fare per Sergio. E dalle persone che ha coinvolto. Anche io sono molto favorevole alla realizzazione di una "Fondazione Sergio Piazzoli". E' un'idea di cui avevo parlato già con altri perché si sente forte l'esigenza di fare qualcosa che mantenga viva la sua memoria e soprattutto continui il lavoro di fecondazione culturale, al di là del semplice concerto commemorativo, che comunque è di grande interesse"
Qualche consiglio?
"L'idea, come ha proposto Tarpani, non è di una fondazione qualsiasi ma di una fondazione di partecipazione, che sia promossa dal basso, dai tanti amici che Sergio aveva in questa città, in questa regione e nel resto del mondo. Da quelli che Sergio invitava nella sua isola non come spettatori ma come amici, per farli partecipi di quella meravigliosa e struggente esperienza che erano i concerti al tramonto. Non vedo quindi la necessità della partecipazione degli Enti almeno nella fase iniziale, anche se sarà imprescindibile il loro successivo contributo. Definire ora le finalità di questa fondazione, è per me abbastanza complicato, perché credo sia necessaria una discussione approfondita e una valutazione seria. Penso si debba raccogliere e portare avanti la sua eredità culturale più profonda, riuscire a mettere in moto processi innovativi in campo musicale rivolti soprattutto ai giovani, che mirino alla formazione di un pubblico e di una critica consapevole e sensibile, ma anche alla preparazione di direttori artistici e promoter".
Coinvolgendo chi?
"Ritengo imprescindibile il coinvolgimento di Patrizia, la sua compagna di una vita, perchè è l'unica che può guidarci in questo difficile cammino verso la definizione della missione "fondazione". E accanto a Patrizia sarebbe molto importante poter coinvolgere i tanti suoi amici anche professionali, cantanti, cantautori, autori, organizzatori, critici, tecnici, che operano a livello nazionale, allargando così la ristretta cerchia perugina e umbra. Infine mi piacerebbe molto che la sede fosse nell'isola che lui amava tanto e magari nella sua casa, se gli eredi vorranno favorire questo percorso mettendola a disposizione della Fondazione. Sergio ne sarebbe molto contento.Ora bisogna passare ai fatti, vedere chi e in quanti sono disponibili ad entrare in questa Fondazione, e a versare quindi una quota. Al Corriere dell'Umbria che così diligentemente si è preso a cuore il progetto, il compito di lanciare l'appello".

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