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Il terremoto non risparmia due edifici religiosi della montagna

Claudio Bianchini
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Il terremoto di Amatrice non ha sfregiato soltanto la Valnerina umbra, ma ha riaperto vecchie crepe anche nella già martoriata montagna folignate, e non solo simbolicamente, a riportare danneggiamenti sono stati infatti edifici religiosi di primo rilievo, come la storica basilica di Plestia e l'oratorio di Annifo. Sull'antichissima basilica di Plestia, si è infatti formata una crepa che interessa la parte sovrastante il portone d'ingresso: c'è da dire che la struttura già presentava alcuni danni strutturali, ma col recente sisma hanno subito un consistente aggravamento. Nel 2014 a seguito di un sopralluogo della curia diocesana di Nocera Umbra - titolare della proprietà - erano state evidenziate alcune lesioni. E proprio in quell'occasione, fu il Comune di Serravalle di Chienti, sul cui territorio ricade l'edificio sacro, ad adoperarsi per mettere in sicurezza la cripta ed uno degli angoli esterni della chiesa, mentre il parroco delle frazioni Taverne - Dignano, aveva fatto risistemare le numerose crepe. Entrambe le parti vennero puntellate, così da poter consentire la celebrazione delle messe ogni domenica pomeriggio, dal mese di maggio a quello di settembre - periodo di svolgimento della tradizionale fiera di Pistia - e per consentire visite guidate ai turisti degli altipiani plestini. Ebbene, a distanza di due anni da quegli interventi, la curia nocerina si ritrova ancora una volta in prima fila per tutelare la basilica. L'intenzione è quella di segnalare la situazione direttamente alla Soprintendenza architettonica delle Marche, sotto la cui giurisdizione rientra l'edificio, per chiedere una nuova ed approfondita verifica strutturale. Da parte sua, il comune marchigiano di Serravalle di Chienti, confinante con il comune di Foligno ha immediatamente sollecitato un sopralluogo alle autorità competenti, al fine di porre rimedio a quella che viene definita una vera e propria emergenza culturale, che interessa un fiore all'occhiello della montagna folignate.