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Carabiniere ucciso in caserma, Armeni chiede di uscire dal carcere

La vittima, Emanuele Lucentini

Eleonora Sarri
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Emanuele Armeni continua a dichiararsi innocente. LEGGI Carabiniere morto: il collega arrestato dice "è stato un colpo accidentale" E martedì, attraverso l'avvocato Marco Zaccaria, chiederà ai giudici del tribunale del Riesame di Perugia di revocargli la misura cautelare in carcere. Il militare, infatti, continua a sostenere che il colpo partito dalla M12 che ha ucciso il collega Emanuele Lucentini sia stato accidentale e non voluto come invece asserisce la procura di Spoleto. Ed è proprio sulla mitraglietta che si concentrerà gran parte della ricostruzione accusatoria sostenuta dal pm Michela Petrini che secondo indiscrezioni avrebbe anche chiesto di portare in aula la stessa M12 probabilmente per dimostrare che dall'arma non può partire alcun colpo senza che vi sia un'intenzionalità. LEGGI Carabiniere ucciso in caserma, in azione due super consulenti Peraltro anche la traiettoria del proiettile non sarebbe compatibile con la ricostruzione fornita dal militare in carcere per omicidio volontario. Resterebbe comunque da chiarire il movente che avrebbe portato Armeni a sparare, quella mattina del 16 maggio scorso nella caserma di Foligno, all'appuntato scelto Emanuele Lucentini che con lui aveva appena terminato il turno di notte. LEGGI Il carabiniere arrestato si difende, il giallo del movente Al vaglio degli inquirenti, telefonini, pc, agende e un taccuino degli appunti sequestrati in casa di Lucentini. LEGGI Carabiniere ucciso, ecco l'intercettazione al vaglio