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Lacrime e strazio per il carabiniere morto in caserma

Emanuele Lucentini

Eleonora Sarri
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La tragica notizia della morte del carabiniere Emanuele Lucentini nella caserma di Foligno è arrivata a Spello come un fulmine a ciel sereno.E in silenzio, con gli occhi rossi e con tanto dolore dentro, sotto la casa del militare si sono ritrovati amici, colleghi, vicini. Nessuno di loro aveva voglia di parlare, ma era importante far sentire la propria vicinanza alla moglie del sottufficiale, alla famiglia colpita da una tragedia del genere. LEGGI Muore carabiniere per un colpo accidentale, collega sotto choc Lucentini lo conoscevano tutti, sia perchè da anni pattugliava le strade del territorio, sia per la sua passione per lo sport (era un ottimo runner), sia perché non era inusuale incontrarlo per le vie di Foligno e di Spello in abiti borghesi, dopo aver svolto il suo servizio. Anche i colleghi della compagnia sono arrivati a Spello. I volti segnati dal dolore, dalle lacrime versate con dignità. LEGGI Colpo accidentale in cortile, le ipotesi sulla morte del carabiniere Anche all'ospedale, dove Emanuele Lucentini è stato portato nel disperato tentativo di salvargli la vita, poche ore prima si erano precipitati gli altri militari della compagnia di Foligno. E lì, tra lo strazio e lo sconcerto generale, hanno dovuto prendere atto che per il loro collega non c'era più niente da fare. L'uomo è morto per le conseguenze del colpo accidentale che lo ha preso alla testa.