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Dal cancro al palcoscenico, la commovente storia di Paris

Paris Faffa (a sinistra) con l'amico regista Valter Romagnoli

Susanna Minelli
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"Il male si può combattere. Con la volontà e l'ottimismo. Io ce l'ho fatta. Il teatro e la fede mi hanno salvato". Paris Faffa, fino a pochi mesi fa, non riusciva nemmeno a parlare. Ma oggi, nonostante i suoi 85 anni e il tumore che lo ha colpito alle corde vocali, ha reagito e sabato 23 maggio alle 21 calcherà il palcoscenico del teatro Torti di Bevagna da protagonista portando in scena "Menù", spettacolo teatrale scritto e diretto da Valter Romagnoli. Ma soprattutto recitando, facendo sentire quella voce che sembrava essersene andata per sempre dopo l'intervento. "Io e Paris ci conosciamo da diversi anni - spiega Romagnoli - Per lui ho sempre nutrito grande stima e simpatia. Circa un anno fa la diagnosi dei medici: cancro alle corde vocali. Quindi l'intervento e la tracheotomia per consentire la respirazione. Sono andato a trovarlo in ospedale e il Paris che avevo davanti non poteva più parlare, poteva alimentarsi solo artificialmente ed era 24 ore su 24 attaccato ad un bombola dell'ossigeno. Nonostante la situazione fosse critica gli proposi, una volta uscito dall'ospedale, di tornare insieme a recitare. Lui in quella situazione mi fece cenno di sì con la testa. In quel momento non avrei mai creduto che saremmo arrivati a questo punto". Ebbene sì, perché Paris una volta tornato a casa comincia a mettersi al lavoro con il suo amico Valter Romagnoli. E si parte proprio dall'esperienza di Paris che inizia a mostrare a Valter vecchie foto e raccontare episodi della sua vita decisamente fuori dal comune. Quindi l'idea di Valter (un passato da attore teatrale professionista) di creare uno spettacolo ispirato alla vita di Paris. Un'avventura che si rivelerà un vincente esempio di teatro terapia: mesi e mesi di prova, le difficoltà dovute allo stato di salute di Paris, ma poi anche gli ostacoli si vanno ad assottigliare. Paris infatti non ha più bisogno della bombola dell'ossigeno e torna a parlare come un tempo, nonostante la tracheotomia. "La mia logopedista è rimasta meravigliata - afferma Paris Faffa - Ha detto che sono un caso più unico che raro. Ma io non mi sento affatto di essere un'eccezione. Ho sconfitto il cancro e questo è stato possibile, oltre che per le cure dei medici, anche grazie al teatro e alla fede. Questo è il messaggio di speranza che voglio lanciare a tutte quelle persone che devono affrontare certe dolorose difficoltà".