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L'Umbria avrà la Tav: Governo punta sulla Roma-Foligno-Ancona ad alta velocità

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La trasformazione della linea che tocca anche Terni, Spoleto e Gualdo Tadino è contenuta nelle 9 proposte al vaglio degli Stati Generali

Pietro Paolo Savini
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L'Umbria sarà attraversata dalla Tav. Il Governo punta infatti a trasformare la Roma-Foligno-Ancona (ma sarebbe meglio definirla la Orte-Foligno-Falconara, visto che i lavori riguarderanno espressamente questa tratta) in una linea ad alta velocità. Un progetto audace e di grande impegno visto che parte della attuale linea che transita per l'Umbria, toccando anche le città di Narni, Terni, Spoleto e Gualdo Tadino, in realtà non è stata ancora totalmente raddoppiata. E il radoppio manca proprio in buona parte dell'Umbria e sui tratti montani  a ridosso con le Marche e nello Spoletino con la necessità di traforare in più punti l'Appennino. La volontà di realizzare il progetto, comunque, c'è. Ed è una grossa novità per i trasporti della nostra regione, sia perché punta al rilancio di una ferrovia che, anche se non tocca il capoluogo Perugia, serve direttamente e indirettamente tutta la regione, sia perché contribuirà notevolmente a migliorare e a velocizzare il sistema infrastrutturale e di collegamento con il resto d'Italia. Una Tav del genere, infatti, permetterebbe di creare convogli veloci che, sfruttando poi i collegamenti con le dorsali Tav adriatica e tirrenica, potrebbero essere diretti a tutte le principali città italiane del Nord come del Sud senza dover necessariamente transitare per Firenze o Napoli. Tra l'altro l'ironia della sorte vuole che proprio sulla Roma-Foligno-Ancona, già 40 anni fa, siano stati sperimentati i primi convogli italiani ad altà velocità: il Pendolino (primo vero treno veloce italiano) fu testato proprio su questi binari che, all'epoca, erano di una linea ferroviaria all'avanguardia. La trasformazione in una Tav della Roma-Foligno-Ancona è espressamente contenuta nei nove punti del «Piano Rilancio» sul tavolo degli Stati Generali dell’economia convocati in questi giorni a Villa Pamphili dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. L’Italia, superata la fase dell’emergenza Covid-19, può ripartire, secondo i piani del Governo, puntando sulla digitalizzazione, il primo dei nove punti. Si deve dare la possibilità a tutti di potersi connettere grazie ad una rete nazionale unica in fibra ottica, Internet ultraveloce nelle aree rurali per sviluppare l’Agricoltura 4.0. Dalle infrastrutture digitali a quelle stradali e ferroviarie, passa anche da qua il piano di rilancio, con il completamento o la realizzazione dell’Alta velocità (Genova-Roma, direttrice adriatica, Roma-Ancona, Roma-Pescara, estensione in Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia) Nord-Sud, Est-Ovest: integrazione tra reti con il potenziamento infrastrutturale dei nodi ferroviari, 13 direttrici ferroviarie, 39 opere stradali, potenziamento del trasporto regionale, completamento dell’intermodalità dei trasporti, rilancio dell’edilizia urbana e rurale, rilancio dell’impiantistica sportiva, con interventi di riqualificazione delle strutture in vista delle Olimpiadi invernali 2026 e l’incremento del fondo «Sport e periferie», con specifico riferimento alle aree del Paese che denotano un particolare indice di vulnerabilità sociale.