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Colfiorito-Serravalle, è tutto pronto: viaggio nel cantiere di Quadrilatero

Alfredo Doni
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Dietro le quinte che si apriranno venerdì 16 gennaio per l'inaugurazione del tratto Colfiorito-Serravalle della nuova Valdichienti si lavora affinché ogni minimo dettaglio risulti perfetto. Il cantiere che ruota intorno al nastro d'asfalto drenante (in alcuni tratti in calcestruzzo) lungo nove chilometri e che in gran parte scivola sotto cinque gallerie, a 48 ore dal taglio del nastro viene battuto palmo a palmo dagli ingegneri della Quadrilatero. Hanno il compito di garantire la sicurezza, mentre squadre di operai e tecnici sono sul pezzo perché qui, tra poco, verranno tolte le barriere e le macchine potranno imboccare la nuova strada a quattro corsie. Allo svincolo di Colfiorito veniamo presi in consegna dall'ingegner Mauro Calendi e con lui oltrepassiamo quel confine che sino ad ora hanno potuto varcare solo gli addetti ai lavori. Poco più avanti, lungo la carreggiata nord (direzione Serravalle), la responsabile della sicurezza, ingegnere Anna Giacò, ci attende insieme alla sua collega Daniela Montefiori. Metro dopo metro perlustrano il tracciato con una meticolosità impressionante: a piedi percorreranno i nove chilometri che le separano dallo svincolo dove venerdì mattina il presidente di Quadrilatero, Guido Perosino, decreterà la fine dei lavori su questo tratto di Valdichienti. “E' importante verificare che tutto sia a posto - spiega la Giacò - e l'operazione di controllo deve essere compiuta ncesessariamente a piedi: anche il più piccolo pezzo di metallo va rimosso dalla strada e lo stesso discorso vale per l'area circostante che dev'essere perfettamente pulita”. Mentre proseguiamo il nostro breve viaggio, incrociamo betoniere, auto di servizio, furgoni che fanno la spola da un capo all'altro del tragitto. Parte della segnaletica deve essere ancora montata, ma ci assicurano che entro domattina tutto sarà al proprio posto. Intorno il panorama è magnifico nonostante la striscia d'asfalto abbia violato la natura di queste montagne. Appena trecento metri dopo lo svincolo di Colfiorito siamo in terra marchigiana e imbocchiamo la prima delle tre gallerie artificiali (Taverne 1-2 e San Vincenzo) che si incontrano in sequenza ravvicinata. Opere importanti di ingegneria e di manodopera specializzata che trovano la loro più alta espressione nelle altre due gallerie, quelle naturali di Varano (la più lunga con i suoi 3460 metri) e di Serravalle (1340 metri), dove per la prima volta in Italia è stato posato un fondo in calcestruzzo. Al di là del colore della strada, un grigio chiaro che salta subito all'occhio, questa novità rappresenta il massimo in tema di sicurezza in caso di incendi, perché a differenza del bitume, il cemento non alimenta le fiamme e al tempo stesso garantisce maggiore resistenza con minore manutenzione. Solo il ghiaccio potrebbe creare problemi, ma per ovviare a questo inconveniente i primi e gli ultimi trecento metri di galleria sono stati realizzati in asfalto. Mentre incrociamo un'auto dei vigili del fuoco che sono qui per le veriche di loro competenza, non possiamo fare a meno di notare la lunga scia di led bianchi che segnano il limite destro della carreggiata. Segno tangibile, anche questo, di come le nuove tecnologie facciano parte integrante di opere di tale portata. Tra una breve sosta e l'altra, necessarie per ammirare un paesaggio straordinario che da questa prospettiva finora hanno visto solo in pochi, arriviamo allo svincolo di Serravalle, per la precisione a Bavareto. E' qui che venerdì alle 10,30 è previsto il taglio del nastro alla presenza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi. Con lui sono attesi i governatori delle regioni Umbria e Marche, Catiuscia Marini e Gian Mario Spacca, il presidente Anas, Pietro Ciucci e il presidente di Quadrilatero Marche - Umbria, Guido Perosino. Sarà un giorno speciale, in attesa che la storia segni un passaggio ancora più importante: l'apertura dell'intero tracciato Foligno-Civitanova. Appena qualche mese e l'Adriatico sarà dietro l'angolo.