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Coronavirus, i geometri di Foligno donano tute speciali all'ospedale San Giovanni Battista

Mauro Loreti, presidente dell'Associazione geometri e geometri laureati del comprensorio di Foligno

Sergio Casagrande
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di Sergio Casagrande Un aiuto al personale sanitario impegnato nella battaglia contro il Coronavirus arriva anche dai geometri folignati che hanno donato all'ospedale San Giovanni Battista di Foligno 131 tute Dpi 3 Promovita termocucite e biodegradabili . L'iniziativa - spiegano Mauro Loreti, presidente dell'Associazione geometri e geometri laureati del comprensorio di Foligno e Andrea Buono consigliere folignate del Collegio provinciale di Perugia - è stata possibile grazie all'utilizzo in parte di fondi del bilancio del Collegio provinciale e in parte grazie ad un'autotassazione dei consiglieri e delegati Cassa Geometri. “Si tratta - sottolinea in particolare Mauro Loreti - di un contributo che i geometri folignati hanno voluto dare nell'ambito di una donazione più ampia di 1.050 camici che il Collegio dei geometri e dei geometri laureati della provincia di Perugia ha fatto a favore dell'Azienda ospedaliera perugina e degli ospedali di Foligno, Città di Castello, Spoleto e Branca per dare un segnale di vicinanza al personale sanitario impegnato nella lotta al Covid 19”. - Ma come è nata l'idea di un'iniziativa del genere? “Quando il Collegio provinciale ha lanciato la proposta la nostra associazione si è subito attivata contattando il dottor Lucio Patoia, primario reparto di Medicina Interna dell'ospedale San Giovanni Battista per capire in quale modo avremmo potuto manifestare il nostro aiuto al personale del nosocomio folignate. E la scelta è quindi ricaduta su una fornitura di tute speciali capaci di proteggere al meglio il personale impegnato in prima linea nella lotta al Covid”. - Un modo per dire grazie e per dimostrare vicinanza, quindi. “Sì, esattamente. Il ruolo del geometra è quello di lavorare, collaborare ed essere sempre a contatto sia con tutti i cittadini che con le pubbliche amministrazioni, per cui abbiamo creduto che in un momento come questo, difficile e impegnativo per tutta la comunità, fosse necessario concretizzare anche la nostra solidarietà e il nostro sostegno a chi sta facendo di tutto per arginare l'emergenza”. - A proposito di emergenze, in Umbria ce n'è anche un'altra che perdura. E che vede proprio i geometri impegnati sul fronte: quella della ricostruzione post - sismica. “Sì, anche se la gravità non è certo paragonabile a quanto sta accadendo per colpa della pandemia[TESTO] visto il numero di vittime che quotidianamente si continua a registrare in tutta Italia[/TESTO]. Si può, comunque, dire che sul fronte della ricostruzione siamo ancora in grave emergenza. Continuiamo, infatti, a lavorare tra mille difficoltà. E il lockdown causato dal Coronavirus non ha fatto altro che lievitare i problemi”. - Cioè? “Secondo i codici Ateco, i geometri sono autorizzati a mantenere i loro uffici aperti anche in questo periodo. Ma è praticamente impossibile fare qualcosa di concreto: gli uffici degli enti sono chiusi al pubblico; i cantieri si sono dovuti fermare; le pratiche non vanno avanti; e possiamo incontrare i clienti solo su appuntamento. Ergo, tutta la ricostruzione, che già stentava a decollare è di novo ferma e i cittadini sono in ansia”. Twitter: @essecia